Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Vaccino Covid, "nessuna libertà di scelta". Pfizer e AstraZeneca, quello che non ci avevano detto

  • a
  • a
  • a

Sono due i vaccini approvati finora  in Europa: il siero di Pfizer-BioNTech e quello di Moderna. E all'orizzonte si vede già quello di AstraZeneca, che dovrebbe essere pronto tra fine gennaio e inizio febbraio. Per non dimenticare il quarto vaccino, quello di Johnson&Johnson, che potrebbe arrivare in primavera. Tuttavia, non potremo scegliere quale di questi farmaci farci inoculare. Una prima distinzione verrà fatta in base all'età. Sia Pfizer che Moderna hanno un alto livello di efficacia, rispettivamente del 95 e 94,1 per cento. Quindi - come scrive il Messaggero - se anche nelle prossime settimane dovesse arrivare il terzo vaccino, AstraZeneca, i primi due saranno comunque destinati agli ultrasettantenni. Ma alla base del processo decisionale ci saranno anche altri fattori, come la conservazione di ciascun farmaco. Come è ormai noto, il vaccino di Pfizer va conservato a una temperatura inferiore a meno 70 gradi, e questo obbliga a somministrarlo nei pressi di strutture ospedaliere. Moderna, invece, può essere mantenuto a meno 20 gradi per sei mesi, in un frigorifero normale per 30 giorni. Quest'ultimo, quindi, è di più facile distribuzione e può essere iniettato anche dal medico di famiglia.

 

 

 

Al momento, si tratta comunque di una scelta molto limitata. Per Pfizer-BioNTech, sia pure a singhiozzo, si viaggerà a 470mila dosi a settimana, per Moderna le forniture saranno molto più risicate, scrive il Messaggero. Un altro nodo riguarda invece AstraZeneca: durante la sperimentazione a una parte dei volontari è stata data per due volte la dose intera e la percentuale di efficacia è stata del 62 per cento; mentre a un'altra parte è stata inoculata prima una mezza dose e, nella seconda iniezione, una dose intera. In quest'ultimo caso l'efficacia è risultata del 90 per cento. Il problema è che la formula mezza dose-dose intera è stata per ora sperimentata solo con gli under 55. Per questo l'ipotesi sul tavolo è quella di partire direttamente con la vaccinazione di massa degli under 55 subito dopo il via libera dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco.

Dai blog