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Golar Tundra, il segreto custodito dalla nave del gas: perché Putin terma

Matteo Legnani
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Dopo mesi di “sì”, di “no”, di “forse” e dopo l’inevitabile dose di polemiche, l’Italia ha il suo primo rigassificatore. Al termine di 26 giorni di navigazione da Singapore, la nave Golar Tundra è entrata ieri mattina in porto a Piombi- no, dove resterà per i prossimi tre anni. Si tratta di un gigante di 292 metri di lunghezza, 43 di larghezza e 55 di altezza, dotato di quattro serbatoi per lo stoccaggio di 170mila metri cubi di gas naturale (metano) liquefatto nella parte centrale dello scafo e di un impianto capace di procedere alla sua rigassificazione posto a prua.

In gergo tecnico si chiama Fsru (Unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione) e con la “gemella” BW Singapore, che sarà collocata a Ravenna, andrà a costituire l’infra- struttura energetica che permetterà all’Italia di rendersi autonoma dalle forniture di gas russo, mettendo i consumatori al riparo dal caro -bollette che li ha investiti crisi ucraina. Insieme, le due navi acquistate da Snam (per la so- la Golar Tudra la società ha speso 330 milioni oltre a un altro centinaio per le infra- strutture necessarie al suo funzionamento), andranno a coprire il 13% del fabbisogno nazionale di gas.

 

 

La scelta di Piombino (alla pari di quella di Ravenna) è stata fatta a valle di approfondimenti che hanno individua- to la località toscana come l’unica in grado di assicurare, per ragioni tecniche (pescaggio del fondale, lunghezza del- la banchina e prossimità alla rete di trasporto), l’entrata in funzione del terminale in tempi compatibili con l’attuale criticità energetica. Entro la prima metà di aprile, infatti, la nave rigassificatrice sarà collegata alla condotta con la rete nazionale gas, mentre l’arrivo del primo carico è previsto nella finestra che va dal 27 aprile al 16 giugno. E l’amministratore delegato di Snam

Stefano Venier, ha ribadito che il primo gas dal rigassificatore di Piombino dovrebbe essere immesso nella rete di distribuzione nazionale a metà maggio. Nel mondo esistono una cinquantina di navi identiche alla Golar Tundra, 24 delle quali si trovano in Europa. Il suo funzionamento è collega- to ai rifornimenti effettuati a intervalli di tempo regolari da parte di navi metaniere in arrivo dall’Algeria, nell’ambito degli accordi firmati con il Paese nordafricano dal governo italiano per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.

 

 

Giunte a Piombino, le meta- niere che trasportano gas na- turale liquido a una tempera- tura di -160 gradi centigradi, lo riverseranno all’interno dei serbatori della Golar Tundra attraverso bracci di scarico installati su quest’ultima. Successivamente allo stoccaggio, il gas liquido (reso in quella forma prima della sua partenza dall’Algeria) verrà riportato al suo stato gassoso immettendolo in uno scambiatore di calore in cui scorre un liquido più caldo, normalmente acqua di mare, la cui temperatura naturale è sufficiente per riportare il gas allo stato gassoso. Il metano a temperatura ambiente ottenuto dal proces- so di rigassificazione sarà poi compresso e immesso in un gasdotto che parte dalla nave e arriva fino alla rete di tra- sporto nazionale.

La capacità di rigassificazione continua della Golar Tundra permetterà di avere a disposizione 5 miliardi di metri cubi di metano l’anno, pari grossomodo alla metà dell’import dalla Russia nel corso del 2022 (la BW Singapore di Ravenna renderà superflua anche l’altra metà di quell’import). «Nel 2022 i consumi di gas si sono ridotti dai 75 miliardi di metri cubi annui a 68 miliardi - ha spiegato il managing director di Snam, Massimo Derchi -. Questa riduzione, unitamente all’incremento dei volumi che sono arrivati via terminali esistenti di gas naturale liquido, ha permesso di compensare in buona parte la riduzione dei volumi dalla Russia. Si tenga conto che dalla Russia storicamente arrivavano 28-29 miliardi di metri cubi all’anno, nel 2022 si sono ridotti a 11 miliardi, che più o meno sono la somma della capacità di rigassificazione di Piombi- no e di Ravenna».

Comprensibilmente soddisfatto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: «Stiamo rispettando il cronoprogramma per consen- tire al nostro Paese di liberarsi del tutto, entro l’anno, dalla dipendenza dal gas russo - ha rimarcato -. Siamo già passati dal 40% di import di gas dalla Russia nel 2021 al 16% dello scorso anno. Con queste navi completeremo la nostra autonomia, anche grazie agli accordi fatti con l’Algeria, al rad- doppio del Tap dall’Azerbaigian e alla riapertura dello storico gasdotto dalla Libia».

 

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