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Pnrr, truffa sui fondi europei? Arrestato Alex Mair: le accuse contro l'ex campione azzurro

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Alex Mair, l'ex azzurro dello sci alpino ora imprenditore, è tra le 23 persone raggiunte dall’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta del procuratore europeo delegato dell’Ufficio di Venezia, nell’ambito di una indagine su una frode ai danni dell’Unione europea per i fondi del Pnrr. Mair, altoatesino, 53 anni originario di Colle Isarco, si trova in carcere a Bratislava, in attesa di essere estradato in Italia. L'ex sportivo, si trovava insieme alla sua compagna di origini ucraine Zhanna Zozulya residente ufficialmente a Verona e arrestata pure lei, e stava andano a Vienna dove aveva prenotato un volo per Atene. 

L'ex azzurro è sospettato di essere stato a capo di una rete internazionale criminosa che avrebbe sottratto oltre 600 milioni di euro dal fondo del Pnrr tra il 2021 e il 2023. Lui e la compagna sono accusati anche di essersi arricchiti dai vari bonus edilizi, "tanto che avevano riempito con 530 milioni i cassetti fiscali di numerose società grazie al bonus facciate e ora puntavano su sismabonus ed ecobonus", riporta il Corriere della Sera

 

 

Nella sua carriera sportiva Alex Mair - in un'epoca in cui tutti facevano il tifo per Alberto Tomba - ottenne il suo miglior risultato il 6 aprile del 1989 nella località statunitense di Alyeska, quando conquistò la medaglia d’argento in supergigante ai Campionati mondiali juniores. Due anni dopo partecipò ai Mondiali senior di Saalbach-Hinterglemm, concludendo la gara di superG al quattordicesimo posto. In Coppa del mondo collezionò solo risultati deludenti. La sua ultima gara fu lo slalom speciale dei Campionati olandesi nel gennaio del 1996.

 

 

L’operazione scattata all’alba del 4 aprile è stata condotta dal comando della guardia di finanza di Venezia e dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche. Sono stati sequestrati, in forma preventiva, anche oltre 600 milioni di euro. 

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