Sardegna e Sicilia stanno vivendo in queste ore il momento più critico dell’ondata di maltempo provocata da un ciclone in risalita dal Nord Africa. Come ha spiegato il colonnello Mario Giuliacci sul suo sito meteogiuliacci.it, si tratta di una vasta area di bassa pressione che richiama correnti molto umide, favorendo precipitazioni abbondanti e persistenti. Il lento movimento del ciclone rende infatti le piogge non solo intense, ma anche prolungate nel tempo. Sebbene questo tipo di fenomeni sia tipico dell’autunno, il riscaldamento del Mediterraneo, dovuto a estati sempre più calde, ne facilita la comparsa anche durante l’inverno.
Le zone maggiormente colpite sono la Sardegna orientale, la Sicilia e la costa ionica della Calabria, dove l’emergenza proseguirà anche nella giornata di mercoledì 21 gennaio. Si registrano mareggiate molto forti, con onde che al largo possono raggiungere i 9 metri di altezza, causando evacuazioni in diverse località costiere. Tra le aree più danneggiate si segnalano i litorali di Siracusa, Catania, Catanzaro e la parte orientale della Sardegna.
Ondata di gelo, cuore a rischio: perché cresce il rischio-infarto
Il freddo può rivelarsi un pessimo alleato per la salute cardiaca e l’arrivo dell'attuale ondata di gel...Nel frattempo, sul Centro-Nord soffiano venti di Grecale e Tramontana, che favoriscono un clima più asciutto ma freddo e ventoso. Dopo una settimana dominata dal ciclone africano, nel fine settimana è previsto un ritorno a condizioni tipicamente invernali, con l’arrivo di un fronte perturbato dal Nord Europa. Sabato 24 gennaio il maltempo interesserà soprattutto le regioni settentrionali, con neve fino in pianura su Piemonte, Lombardia e parte occidentale dell’Emilia-Romagna. Sull’arco alpino sono attesi accumuli significativi. Domenica 25 gennaio il peggioramento si estenderà al resto del Paese, con un ulteriore calo delle temperature e nevicate diffuse anche sull’Appennino oltre i 1000 metri.




