Il caso di Pietracatella (Campobasso) si avvicina a una svolta decisiva. Il 31 marzo scade il termine per il deposito delle perizie autoptiche su Antonella Di Ielsi e sulla figlia Sara Di Vita, morte a poche ore di distanza tra il 27 e il 28 dicembre 2025 all’ospedale Cardarelli di Campobasso.Quello che inizialmente sembrava un tragico malore familiare si è trasformato in un vero “giallo” investigativo: cinque sanitari dell’ospedale sono indagati per omicidio colposo (atto dovuto) per permettere gli accertamenti tecnici.Le indagini della Procura di Campobasso puntano a capire cosa abbia provocato il rapidissimo collasso multiorgano delle due donne.
Gli inquirenti stanno incrociando i dati clinici, gli esami tossicologici sui tessuti e le analisi dei campioni alimentari prelevati dalla casa, tuttora sotto sequestro.Dal punto di vista medico, i sintomi gastrointestinali e la velocità del decorso fanno pensare inizialmente a una grave tossinfezione batterica (Salmonella, Listeria, E. coli). Tuttavia, la rapidità e l’ipotesi di epatite fulminante spostano l’attenzione verso una tossina potente o una contaminazione chimica.
Mamma e figlia morte dopo la cena? Bassetti ha una risposta
Domani, sabato 10 gennaio, alle ore 10, nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Pietracatella (CB), si terranno ...Un elemento importante è la selettività: un altro familiare ha mangiato lo stesso cibo ma è rimasto illeso. Questo esclude alcune cause comuni (botulismo, avvelenamento da funghi) e restringe il campo a ipotesi più rare.I campioni biologici sono stati inviati anche a un laboratorio altamente specializzato in Svizzera. Gli esiti degli accertamenti autoptici (eseguiti a Campobasso e a Bari) sono attesi entro fine marzo e saranno decisivi per stabilire se si sia trattato di una fatalità biologica, di una contaminazione alimentare colposa o di eventuali negligenze ospedaliere.Al momento nessuna pista è esclusa.




