Sulla morte di Giacomo Bongiorni "c'è, esiste una ricostruzione alternativa". Ne è convinto l'avvocato Nicola Forcina, difensore di fiducia incaricato dai genitori del 17enne di Massa gravemente indiziato per omicidio volontario del 47enne. Il legale ha avuto nella mattinata di martedì 14 aprile il primo colloquio con il ragazzo. "Lui è molto provato - dice il difensore all'Ansa - la situazione è importante, non è una delle migliori, ma esiste una ricostruzione alternativa che la difesa potrà proporre" nel corso del procedimento.
Il 17enne ha sostenuto già nel primo interrogatorio - domenica scorsa - coi carabinieri e i magistrati genovesi di aver ricevuto per primo un colpo al naso da Bongiorni e di aver reagito. Ora è ristretto in un centro di prima accoglienza per minori nel capoluogo ligure. Il legale sta aspettando la fissazione dell'udienza di convalida e l'interrogatorio di garanzia. Riguardo all'autopsia "ci siamo riservati la nomina di un consulente medico legale che valuterà poi la relazione del consulente della procura".
Giacomo Bongiorni massacrato a pugni, cosa emerge sul 17enne: chi è davvero
Il pugno che ha fatto cadere a terra Giacomo Bongiorni in piazza Palma a Massa, provocandone la morte sotto gli occhi de...Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dei carabinieri, coordinati dalla Procura per i Minorenni di Genova, il 17enne avrebbe sferrato uno dei pugni che hanno preceduto la caduta dell'uomo e il successivo pestaggio. Con la stessa accusa sono stati fermati anche due giovani maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi di origine rumena, attualmente in carcere in attesa dell'udienza di convalida richiesta dalla Procura di Massa. Tutto sarebbe iniziato, almeno secondo l'ipotesi investigativa, da un diverbio legato al comportamento di un gruppo di giovani in piazza, con il lancio di bottiglie e un richiamo da parte dei presenti. Da lì la situazione sarebbe rapidamente degenerata in una colluttazione che ha coinvolto più persone. Nel capo d'imputazione si fa riferimento a un intervento successivo dei due maggiorenni, che avrebbero partecipato attivamente allo scontro, mentre il 17enne sarebbe entrato in contatto diretto con la vittima. Le immagini delle telecamere, insieme alle testimonianze raccolte, dovranno dunque chiarire la sequenza precisa dei colpi e la loro eventuale incidenza causale sul decesso.




