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Escort a Milano, ecco quanto restava in tasca alle ragazze

di Filippo Manfredinimercoledì 22 aprile 2026
Escort a Milano, ecco quanto restava in tasca alle ragazze

4' di lettura

Considerazione iniziale, prima di aggiornare i lettori su quest’inchiesta milanese che contiene tutti gli ingredienti necessari per diventare – come si dice oggi – “virale”, vale a dire movida (cioè serate che s’immaginano molto molto, diciamo così, festaiole) belle ragazze, sesso e poi i personaggi che sempre regalano titoli di prima pagina e commenti a strafottere sui social, vale a dire i calciatori. Ecco – naturalmente senza generalizzare, ché di eccezioni ne esistono –madiciamo che i campioni del “rettangolo verde” – come chiamavano il campo da calcio i telecronisti vintage – non godono proprio di una considerazione eccezionale, in ordine alle loro capacità intellettuali. Uno degli indagati, intercettato dagli inquirenti, così diceva: «Qualche calciatore ci sarà (. ..) mi serve qualcuna che li acchiappa... servono altre due o tre sveglie però... qualcuna di furba». Come dire: arrivano i gonzi, vediamo di approfittarne. In questo senso, c’è da dire che i risultati sono arrivati. Pare infatti che oltre 450mila euro – cifra oltremodo ragguardevole – siano stati pagati direttamente da calciatori professionisti, tramite bonifici su conti correnti o su carta prepagata, alla (ancora presunta) associazione dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, attiva su Milano e sull’isola greca di Mykonos. È quanto emerge nell’ordinanza, firmata dalla giudice per le indagini preliminari di Milano Chiara Valori, che ha portato a quattro arresti (domiciliari) e alla richiesta di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per un valore che supera gli 1,2 milioni di euro, cifra ritenuta profitto del reato. I quattro arrestati sono Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, considerati i promotori dell’associazione. Sono loro, coppia nella vita e negli affari, a impartire – secondo l’accusa – le direttive ad Alessio Salamone e Luan Amilton Fraga Luz (più un altro indagato), i quali avrebbero poi gestito direttamente i rapporti con i clienti famosi. Una ragazza (anch’essa indagata) avrebbe invece impartito le direttive alle escort.

FIUME DI DENARO
Per la verità, come quasi sempre succede, di tutto questo fiume di denaro alle ragazze arrivavano le gocce. Nel provvedimento emerge infatti che il denaro veniva maneggiato dagli arrestati e solo in piccola parte finiva nelle tasche delle ragazze a cui l’organizzazione metteva a disposizione un alloggio a Cinisello Balsamo e organizzava serate in locali di lusso o interi weekend. Da alcune conversazioni, risulta che le escort ricevessero del denaro per le prestazioni sessuali, ma le stesse non venivano retribuite direttamente dal cliente ma dagli organizzatori: alle ragazze venivano poi consegnate delle buste di contanti in base alle prestazioni rese e a quanto incassato. Cioè? Quanto? In alcuni dialoghi intercettati si fa riferimento a compensi variabili «fra i 70-100 euro a serata, a seconda che la ragazza utilizzi o meno l’alloggio di Cinisello» e su tale importo «può essere riconosciuta una maggiorazione del 10% dell’incasso», nel caso in cui venga organizzato un tavolo con il cliente. Spiega una ragazza: «Se io invito un tavolo, cioè se io faccio un tavolo, faccio fare un tavolo a qualcuno, tutto quello che spende io prendo il dieci per cento (...) tipo l’altra volta ho fatto un tavolo di un calciatore, lui ha speso tremila... sì, tremila e qualcosa, e io in una sera ho fatto quattrocento euro».

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GLI SPORTIVI
E torniamo allora all’argomento che fa ribollire gli appassionati del genere: ma chi sono questi calciatori di Serie A indirettamente coinvolti nella vicenda? Nell’ordinanza della Procura sono stati cancellati i nomi (giustamente) perché nessuno di loro è indagato. Sarebbero una cinquantina – si è parlato anche di squadre importanti, tipo Milan e Inter e altri club – quelli che avrebbero comunque avrebbero beneficiato di queste serate che iniziavano nei locali della movida milanese e terminavano in stanze di hotel di lusso. Un vero e proprio “servizio di escort” – attivo anche nel periodo del Covid, con le serate spostate in case private – che in estate si trasferiva proprio a Mykonos. «Lavoravamo quasi tutte le sere, anche durante il lockdown», ha raccontato una testimone agli inquirenti. E mica soltanto gli idoli del pallone hanno approfittato delle occasioni: nelle diverse conversazioni intercettate si fa cenno anche all’hockey e poi si fa riferimento, in un dialogo dello scorso 18 febbraio, a «un mio amico pilota di Formula Uno(...) che viene questa sera, vuole una tipa». Risposta: «Gli mando una brasiliana ». Poi, dietro queste vicende che lette in maniera superficiale mantengono un riflesso quasi boccaccesco, sempre si celano aspetti molto meno comici. Il 4 dicembre 2025 una delle ragazze cerca di risalire alla data di un rapporto sessuale per individuare il partner, e si rivolge a uno degli arrestati. «Ti dico una cosa ma non dirla a nessuno... che ho appena fatto il test e sono incinta... da più di tre settimane. Quindi è di...». Omissis.

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