Libero logo

Andrea Sempio, "come è ridotto": indiscrezioni inquietanti, nella sua casa...

di Micaela Fanellimercoledì 13 maggio 2026
Andrea Sempio, "come è ridotto": indiscrezioni inquietanti, nella sua casa...

4' di lettura

La condanna di Alberto Stasi? «Smontata pezzo per pezzo». Per la difesa sono sufficienti gli elementi raccolti nelle 310 pagine dell’informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, depositata nell’ambito dell’inchiesta bis della procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, a dimostrare l’innocenza del 42enne. E ora i legali dell’ex studente della Bocconi accelerano sulla richiesta di revisione della sentenza definitiva che lo ha condannato a sedici anni per il delitto della fidanzata, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, a Garlasco.

«Contiamo di presentarla entro l’estate», conferma l’avvocata Giada Bocellari, che insieme al collega Antonio De Rensis assiste il quarantaduenne. «C’è un aspetto che forse si fa fatica a comprendere ma che in Alberto è molto presente: la paura di quello che può accadere, perché non basta avere ragione, bisogna anche riuscire a farsela riconoscere». Bocellari ricorda come Stasi abbia attraversato «un iter giudiziario molto altalenante» e che proprio questa lunga vicenda processuale alimenti il timore di un possibile nuovo ribaltamento. «È chiaro che lui abbia paura: se venisse chiesta la sospensione dell’esecuzione e poi la revisione non avesse l’esito che noi riteniamo e speriamo possa avere, dovrebbe tornare a scontare la pena».

Andrea Sempio beccato da un tassista in stazione Termini: "Ti vedo male"

Andrea Sempio era atteso a Roma. Il motivo? Una perizia psicologica. Lunedì 11 maggio il nuovo indagato per la mo...

QUADRO GRAVISSIMO

La legale parla di un quadro «gravissimo» emerso dall’inchiesta bis aperta nei confronti di Andrea Sempio, oggi unico indagato nel nuovo fascicolo della procura pavese con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti: «Io mi domando - rimarca Bocellari - come si possa dire che non ci sono elementi nuovi in grado di demolire la sentenza di Stasi». Un’indagine «stratosferica» perché avrebbe fatto emergere il retroscena del “sistema Pavia”, un intreccio opaco di informative, sospetti di pressioni e fughe di notizie che, secondo gli investigatori, avrebbe influenzato la prima indagine del 2016-2017 conclusa con l’archiviazione di Sempio e impedito alla difesa di dimostrare prima l’innocenza dell’ex fidanzato di Chiara. Sullo sfondo c’è infatti il fascicolo aperto dalla procura di Brescia per corruzione in atti giudiziari che vede indagati il padre di Sempio e l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti.

Garlasco, Angela Taccia smonta l'informativa dei carabinieri: "Ecco quali errori ci sono"

"Il mio assistito è innocente", lo ripete più volte l’avvocato Angela Taccia, difensore di...

Sul fronte dell’inchiesta, nelle ultime ore sono emersi nuovi dettagli. La procura mette in dubbio il passaggio casuale di Sempio davanti alla villetta nel pomeriggio del 13 agosto 2007, il giorno dell’omicidio, come aveva raccontato a verbale nel 2008. Negli atti gli investigatori ricostruiscono il tragitto compiuto in auto con il padre e sostengono che non sarebbe potuto passare da via Pascoli, una strada «esattamente nella direzione opposta» rispetto al percorso che avrebbe dovuto seguire per tornare da casa della nonna all’abitazione familiare. Il trentottenne aveva raccontato di essersi fermato dopo aver notato «un’ambulanza e diverse persone» davanti alla casa dei Poggi ma, per gli inquirenti, la versione resa da Sempio è «palesemente inverosimile». Risulterebbe impossibile vedere da via Pavia quanto accadeva nella strada della villetta, «considerata la distanza e la presenza di due rotatorie». Lo stesso indagato aveva poi raccontato di essere tornato una seconda volta in via Pascoli «per curiosità» verso le 16, dopo aver saputo da una giornalista che una ragazza era stata trovata morta nella propria abitazione e che si trattava proprio di Chiara Poggi. Da quel momento in poi, ci sarebbe stato un ulteriore passaggio insieme al padre.

NIENTE PISTOLA FUMANTE

La difesa di Sempio, che ieri era con il suo assistito a Roma per l’analisi personologica, però frena. «Non ci sembra che sia saltata fuori la pistola fumante, come da mesi la chiamano», attacca l’avvocata Angela Taccia. Il legale, che con il collega Liborio Cataliotti assiste il 38enne, spiega che il team difensivo ha finalmente ottenuto gli audio originali delle intercettazioni e che sarà necessario analizzarli tecnicamente, ripulirli dai rumori e riascoltarli integralmente prima di trarre conclusioni. «Un conto è leggere i brogliacci, un altro è sentire», sottolinea Taccia, annunciando ulteriori verifiche con consulenti informatici e fonici. «Andrea da mesi tende a vivere chiuso in casa a parte quando va a lavorare - aggiunge Taccia -, l’ultima settimana l’ha passata o in studio da noi o tumulato in casa. Di fatto è già ai domiciliari, una situazione molto difficile».

Nel frattempo la procura di Milano continua a muoversi con cautela prima di decidere se sostenere una richiesta di revisione del processo a carico di Alberto Stasi. La procuratrice generale Francesca Nanni e l’avvocata generale Lucilla Tontodonati starebbero valutando la necessità di acquisire ulteriori atti dalla procura di Pavia. Finora, infatti, sarebbe stata trasmessa soltanto una sorta di memoria riassuntiva firmata dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. Un primo dossier ritenuto non sufficiente, almeno allo stato, per avere un quadro completo e definitivo dei nuovi elementi raccolti nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco.