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Superbonus, l'ultimo disastro di Conte: a Brescia sgominata la "banda del 110%"

martedì 19 maggio 2026
Superbonus, l'ultimo disastro di Conte: a Brescia sgominata la "banda del 110%"

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La Compagnia della Guardia di finanza di Rovato, nell'ambito di un'attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, ha eseguito un provvedimento di sequestro a carattere impeditivo per oltre 6,2 milioni di euro, riferiti ad asseriti lavori agevolati attraverso la normativa del "Superbonus 110%", prevista dal Decreto Rilancio e "fiore all'occhiello" del programma politico di Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle. Si tratta dell'ultimo disastro di una normativa a maglie larghissime che ha lasciato di fatto mano libera a furbetti e truffatori, favorendo un buco miliardario nei conti pubblici.

Le indagini bresciani vrebbero scoperto l'esistenza di una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato, realizzata mediante la generazione e la successiva immissione in circolazione di crediti fiscali fittizi, riferiti a presunti interventi di efficientamento energetico su vari immobili, effettuati solo parzialmente e comunque oltre i termini previsti dalla normativa per l'ottenimento dell'agevolazione nella misura pari al 110% dell'importo dei lavori effettuati.

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L'attività investigativa ha tratto origine da accertamenti condotti nei confronti di una società operante quale General Contractor, proprio in merito a presunti lavori di efficientamento energetico, asseritamente effettuati su un appartamento ubicato nella provincia bresciana. Nel dettaglio, quest'ultima, a fronte dell'effettiva emissione di fatture per l'intero importo dei lavori appaltati, avrebbe effettivamente realizzato le opere solo in misura marginale, beneficiando, tuttavia, della prevista agevolazione fiscale nella misura del 110%, generando, così, crediti presumibilmente indebiti per oltre 400mila euro.

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I successivi approfondimenti hanno poi permesso di ricostruire un più ampio sistema fraudolento, perpetrato attraverso la generazione di ulteriori crediti d'imposta presumibilmente fittizi, riferiti - in particolare - all'esecuzione di lavori su 4 condomini dislocati nelle province di Brescia e Milano, anch'essi effettuati solo parzialmente, a cui sarebbero corrisposti crediti per oltre 5,8 milioni di euro. All'esito delle attività di indagine, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Brescia, ha emesso un decreto di sequestro preventivo dei crediti di imposta - ritenuti fittizi - nella disponibilità del General Contractor, per un importo complessivo superiore a 6,2 milioni di euro, interamente sequestrati nel corso dell'esecuzione.

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All'esito degli accertamenti, sono stati deferiti tre soggetti alla Procura della Repubblica di Brescia, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti e per false asseverazioni, atteso che sarebbe stato mendacemente attestato il completamento delle opere che avrebbero dato diritto all'ottenimento dell'agevolazione fiscale.