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Garlasco, Angela Taccia messa all'angolo su Sempio? "Perché fa il falsetto"

di Roberto Tortoramartedì 19 maggio 2026
Garlasco, Angela Taccia messa all'angolo su Sempio? "Perché fa il falsetto"

3' di lettura

A “Quarta Repubblica” si approfondiscono i dettagli degli indizi a carico di Andrea Sempio e per farlo, oltre alla giornalista Rita Cavallaro, c’è anche Angela Taccia, amica e soprattutto legale del nuovo indagato nell’ambito dell’indagine sul delitto di Garlasco. In primo piano, la famosa “impronta 33” rilevata dai carabinieri sulla parete del vano scale verso la cantina della villetta di Via Pascoli, il luogo dove la povera Chiara Poggi è stata ritrovata esanime da Alberto Stasi. L’avvocato Taccia contesta: “Se è vero che la mano destra e la sinistra erano bagnate e sporche di sangue, com'è possibile che sul pomello di quella scala non ci siano impronte? O Stasi ha mentito o l'impronta 33 non è riconducibile alla ‘scena criminis’”. Al che, però, la Cavallaro specifica: “Potrebbe essere corretto, se non fosse che in quello spazio, proprio di fronte, dall'altra parte del muro, c'è una traccia che si chiama 97F ed è una strusciata di sangue sulla parete. La porta non sappiamo se era aperta o chiusa”. La Taccia ribadisce: “Stasi ha sempre detto che era chiusa”. La Cavallaro, allora, prosegue: “L'assassino va a lavarsi le mani in cucina, quando lo fa (e poi tornerebbe sulle scale appoggiando una mano sul muro, ndr) ‘la 33’ non viene detto che è sia di sangue, ma è un'impronta bagnata e può essere vista come acqua e sangue, sudore, ci sono varie ipotesi”. 

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Altro elemento di contestazione contro Sempio sono, poi, i soliloqui in macchina e le relative intercettazioni su di lui. Anche questi vengono contestati dalla Taccia: “Innanzitutto sapeva benissimo di essere intercettato e c'è la prova, perché l'intercettazione si conclude con un'amica che sale in auto e lui che dice chiaramente non qua perché siamo intercettati ci ascoltano. E poi comunque non riesco a capacitarmi del fatto che le notizie fossero già uscite subito dopo l’interrogatorio, quando la difesa era già dentro. Il fatto è che comunque lui commentava un podcast. E questo non lo diciamo noi, non lo dice Andrea Sempio, ma lo scrive anche la procura nell'informativa. E tanto è vero che, poi, Sempio ci ha spiegato che, quando si guarda un video di quel podcast che ci ha indicato, passano dei commenti degli utenti e lui stava proprio commentando i commenti degli utenti, quindi è per quello che anche lui fa il falsetto”.

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Porro, allora, chiede: “Ma scusi, in macchina commentava i commenti? Ma in macchina? Era ferma la macchina?”. L’avvocato conferma: “Eh sì, perché lui li guardava in macchina mentre guidava”. La Cavallaro, dal canto suo, crede che quegli audio abbiano una grande importanza: “Secondo la procura non è la pistola fumante, ma l'elemento che lega come un filo rosso tutti gli altri 20 elementi del castello accusatorio costruito in questo anno e mezzo contro Sempio. A parte il segmento più suggestivo, impressionante, di Sempio che imita la voce di Chiara quando dice 'non ci voglio parlare con te', ben udibile da questi audio, la parte più importante, però, è quella in cui lui parla di video e di penna, perché il 14 aprile 2025 secondo gli inquirenti nessuno sapeva che un video intimo di Chiara e Alberto era transitato su una pennetta”.