Una pesca e il suo nocciolo. È questo l'ultimo mistero su Garlasco. La scoperta sul frutto mangiato da Chiara Poggi prima dell'omicidio sarebbe stata fatta dalla anatomopatologa Cristina Cattaneo, che ha scongelato il contenuto gastrico dello stomaco e l’ha passato al setaccio con il microscopio elettronico. "L’insieme dei caratteri osservato nel campione in esame" scrive nella consulenza medico-legale richiesta dalla Procura di Pavia, appare coerente con l’epidermide di una drupacea pubescente e tra le specie comuni appare suggestiva l’ipotesi della pesca (Prunus persica)", è scritto negli atti.
E Il Giornale a riguardo spiega: "Per Cattaneo il contenuto gastrico non ancora del tutto digerito, evidenza che ha portato l’anatomopatologa a stabilire che Chiara non può essere morta prima di almeno mezz’ora dalla colazione e non oltre le due, contiene materiale e in particolare amidi coerenti con le peculiarità dei cereali Kellogg’s Special K e di prodotti da forno generali (biscotti semplici tipo i Saiwa), insieme a un frustolo (pezzetto) di frutto, probabilmente pesca".
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Dopo 19 anni, e nel pieno di una nuova bufera giudiziaria, l'appello all'assassino di Chiara Poggi, guardandolo ...La domanda ora è una: dove è finito il suo nocciolo? Nell'abitazione dei Poggi l'osso della pesca non è mai stato rinvenuto. Ora l'ipotesi più accreditata è che l'assassino si è spostato in cucina, dove avrebbe aperto il cassetto in cui erano posizionati i sacchetti dell’immondizia, lasciando così la goccia di sangue 61 sul mobiletto e dopo essersi lavato, abbia avvolto l’arma insanguinata nei due teli spariti da casa Poggi, inserendo tutto in una busta, in cui potrebbe aver raccolto anche qualcosa dal tavolo della cucina. Forse proprio il nocciolo della pesca mangiata da Chiara.




