La battaglia della Consulta provinciale degli studenti di Roma. Da alcuni giorni rimpallano comunicati, notizie e referti medici attorno alla riunione plenaria tenutasi martedì 26 maggio allo Spazio Rossellini, a Ostiense. Ieri, su queste colonne, vi abbiamo raccontato l’atto del contendere, riavvolgiamo il nastro.
Dopo oltre, 20 anni la Consulta ha cambiato “colore” e così la sinistra ha visto il sorpasso, alle elezioni dello scorso novembre, da parte di Azione Studentesca - che insieme a Gioventù Nazionale è uno dei nuclei giovanili di Fratelli d’Italia - e dei suoi rappresentanti. Capirete che la divisione baby dell’antifascismo capitolino non ha preso lo smacco elettorale particolarmente bene. Così arriviamo all’attualità. Perché il rinnovato Consiglio di presidenza, che viene eletto dai rappresentanti delle scuole superiori di Roma e provincia, tra le sue attività ha deciso di modificare il nome della commissione Antifascismo e memoria storica in Memoria storica e democrazia. Lesa maestà.
Da qui, quindi, gli spintoni e le sedie al cielo a cui abbiamo assistito. Prima di immergerci nelle nuove dichiarazioni serve fare una puntualizzazione. Non esistono, in giro per l’Italia, altre commissioni studentesche che portano in dote la dicitura antifascismo. C’era solo questa. Peraltro, mossa (non avevamo dubbi) solo dalla sua matrice ideologica. La vicenda, a questo punto, è arrivata sul tavolo del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. «Ci sono dei video abbastanza interessanti e ho incaricato la dottoressa Paola Sabatini, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale per il Lazio, di analizzarli molto attentamente», afferma il membro dell’esecutivo. E poi la stoccata. «La versione emersa nelle prime ore non riassume correttamente lo svolgersi degli eventi», ovvero come racconta la nenia della Rete degli Studenti e di Osa.
Ora voce agli scolari. «I video parlano chiaro: i violenti siete voi», così scrive la Rete degli Studenti contro Azione Studentesca. «Ancora una volta aggiungono - l’Usr per il Lazio resta in silenzio e anzi non garantisce l’incolumità del ragazzo in Consulta, costretto a vivere un’aggressione anche da parte di persone più grandi e esterne alla Consulta». Il tutto in un girato che punta a schedare gli esponenti di AS, un atteggiamento tipico dell’antifascismo militante. Inoltre, questo pomeriggio saranno in Largo Gaetana Agnesi per una conferenza stampa sotto gli uffici dell’Usr per chiedere all’organo di prendere provvedimenti. Sulle colonne di Repubblica Simone Casalino - studente 19enne presidente della commissione che ha subito il cambio di nome- dice che «interrompere la plenaria per protestare è stata un’azione forte, ma non ci aspettavamo una reazione così violenta». Flavio Coletta, rappresentate in consulta, denuncia di essere «stato preso a calci in pieno volto». E mostra il referto di tre giorni per una contusione al naso. Infine, il senatore Pd Michele Fina annuncia che sta «presentando in Senato un’interrogazione al ministro dell’Interno e a quello dell’Istruzione». Perché dice «la mela non cade mai lontano dall’albero» di Fdi.
Azione Studentesca non vuole recitare il ruolo di vittima sacrificale e in un video lascia la parola a Ginevra, 16enne che frequenta il Liceo Giulio Cesare di Roma ed è segretario della Consulta provinciale di Roma. Parliamo della ragazza che ha ricevuto una sediata ed è stata aggredita dalla Rete degli Studenti Medi e da Osa. «Al di là delle ricostruzioni fantasiose - afferma - il loro volto è sempre lo stesso. Ovvero provocare tensioni aggredire e poi distorcere i fatti. Perché tutto questo? Perché con le loro guerre ideologiche volevano tenere in ostaggio la Consulta. Parlano di democrazia, ma poi reagiscono con la violenza quando qualcuno non la pensa come loro. Chiediamo a Cgil e Pd di prendere una posizione davanti alle violenze portate avanti dai ragazzi dei loro movimenti giovanili». Abbiamo assistito a un classico, la narrazione antifascista che, come Penelope, prende e distrugge la tela per poi ricostruirla.




