Maledette Feste dell’Unità... Attenzione: nessuna critica politica, quanto la constatazione che di questi tempi frequentare la storica kermesse rossa sia pericoloso. Molto pericoloso. Sai come ci entri ma non sai come ci esci. Che diavolo succede?
Mercoledì sera, all’Appio-Latino, a Roma, una banda di latinos composta da due cubani di 40 e 34 anni e da due peruviane di 38 e 23 anni ha fatto razzie degli ospiti di Villa Lazzaroni, sede dell’evento targato Pd che si chiuderà domenica 28 giugno. I Carabinieri, dopo averli visti rubare una borsa a una signora e dunque pedinati, hanno bloccato i ladri prima che scappassero a bordo di una Panda presa a noleggio.
Oltre alla refurtiva subito restituita alla 71enne, all’interno dell’automobile sono spuntate altre quattro borse con portafogli e documenti di altri malcapitati ripuliti da quei balordi, 2.360 euro in contanti e pure valute estere. C’era persino un coltello da cucina con una lama di 30 centimetri. Ma chi sono questi “signori”, arrestati per furto, denunciati per porto ingiustificato di arma bianca e processo per direttissima? Tutti disoccupati e domiciliati alla Borghesiana, difficile periferia est della Capitale. E dire che proprio mercoledì sera, nel menù della festa c’era un dibattito su “carcere e salute mentale”.
BOTTE DA ORBI
Non è la prima volta che l’insicurezza si impadronisce di una Festa dell’Unità. Nel settembre dell’anno scorso, a Lodi, si erano scatenati i maranza. Un gruppetto di loro, nell’area della pista da ballo riservata ai giovani, aveva preso di mira un coetaneo. Non uno qualsiasi, se è vero come è vero che questo aveva subito tirato fuori dai pantaloncini un machete. Non un deterrente per il branco, che lo aveva accerchiato per disarmarlo, con tanto di lancio di bottiglie di birra.
Quella stessa sera, ospite della kermesse, c’era Pierluigi Bersani. A proposito dei giovani, «sono la fascia d’età che vota più a sinistra», aveva detto invitando il Pd ad ascoltare e assecondare le nuove generazioni. Tremendamente profetico... «Nessun episodio di violenza può essere accettato o giustificato, indipendentemente da chi lo commetta, sia esso italiano o straniero», avevano spiegato dalla sezione piddina di Lodi.
Quattro anni fa, era il 18 settembre del 2022, nella rossissima Bologna, la più grande Festa dell’Unità d’Italia era stata teatro di un reato ben più grave di quelli elencati qui sopra. “Violenza sessuale di gruppo”. In un angolo del Parco Nord, una 15enne era stata costretta ad avere rapporti sessuali con un adolescente, mentre in quattro (tra cui due ragazzine) filmavano tutto armati di cellulare. Un video da custodire per ricattare.
L’avevano avvicinata con la scusa di divertirsi insieme, per poi abusare di lei e umiliarla. La giovane, probabilmente aveva però trovato il coraggio di denunciare ai Carabinieri le angherie subite. Da lì le indagini dell’Arma e l’identificazione del gruppetto.
IL CONTRAPPASSO
Sembra quasi la legge del contrappasso. Reati in serie, dai furti alle risse con lame tra i tanto coccolati “italiani di seconda generazione” fino alle violenze sessuali, proprio a casa di chi da sempre nega la correlazione tra immigrazione selvaggia e insicurezza. Oggi Roma, ieri Bologna e Lodi: sarà un caso, ma tutte città amministrate da Pd e compagni. Gli stessi - tu guarda che caso “parte seconda” che stanno cominciando a battere sul tasto della lotta alla criminalità oggi che in carica c’è un governo di centrodestra. L’allarme sicurezza testato sul campo. Il proprio. Che incubo queste Feste dell’Unità...




