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"Chiara Poggi colpita in una parte del corpo molto simbolica"

domenica 28 giugno 2026
"Chiara Poggi colpita in una parte del corpo molto simbolica"

1' di lettura

Il delitto di Garlasco continua a tenere banco nel dibattito pubblico. Nell’ultima puntata di Quarto Grado, la criminologa Roberta Bruzzone ha analizzato l’omicidio di Chiara Poggi offrendo una lettura psicologica e criminologica del gesto. Secondo Bruzzone, l’omicidio presenta un altissimo coefficiente emotivo. La violenza non è stata fredda o casuale, ma carica di una rabbia feroce e di un evidente accanimento.

L’elemento più significativo è la concentrazione delle lesioni sul capo e soprattutto sul volto della vittima. In criminologia, l’accanimento sul viso viene interpretato come un segnale chiaro di un forte coinvolgimento emotivo tra assassino e vittima. Questo tipo di ferocia, infatti, si manifesta tipicamente quando esiste una relazione significativa o una conoscenza diretta tra le due persone. La Bruzzone ha spiegato che delitti di questo genere spesso nascono da una “frattura insanabile” nella relazione: un momento di perdita totale del controllo emotivo, scatenato da sentimenti intensi come vergogna, umiliazione, gelosia o paura di vedere compromessa la propria immagine sociale. 

Questi fattori emotivi possono agire come un detonatore, trasformando un conflitto in una violenza estrema e incontrollabile. Per la criminologa, quindi, la dinamica dell’aggressione e la scelta simbolica di colpire il volto di Chiara Poggi indicano chiaramente che l’omicida non era un estraneo, ma qualcuno legato alla vittima da un rapporto profondo e conflittuale. L’analisi di Bruzzone riporta l’attenzione sulla natura passionale e relazionale del delitto, allontanandolo dall’ipotesi di un omicidio casuale o commesso da uno sconosciuto