Doveva essere una semplice passeggiata sui sentieri di montagna, ma si è trasformata in una drammatica emergenza sanitaria. Un allenatore di basket di 70 anni di Belluno, conosciuto e stimato nell’ambiente sportivo è stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato punto da una zecca che gli ha trasmesso il virus della Tbe (Tick-Borne Encephalitis), l’encefalite da zecca. L’infezione ha colpito il sistema nervoso centrale, rendendo necessario il ricovero d’urgenza in rianimazione. Per diversi giorni i medici hanno mantenuto l’uomo in coma farmacologico per gestire le gravi complicanze neurologiche. Nelle ultime ore, però, sono arrivati i primi segnali incoraggianti: il tecnico sarebbe uscito dalla fase più critica e si sarebbe risvegliato, anche se la prognosi resta ancora riservata e il quadro clinico continua a essere delicato.
Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato dopo un’escursione in quota. Alcuni giorni più tardi un familiare avrebbe trovato l’allenatore nella sua abitazione in stato confusionale, delirante e agonizzante. Immediata la chiamata al 118, che lo ha trasportato d’urgenza in ospedale, dove i medici hanno individuato nell’encefalite da zecca la causa del rapido peggioramento delle sue condizioni. «Per tutti noi e per i ragazzi è stato un vero e proprio trauma. Eravamo d’accordo di trovarci per la bicchierata conviviale di fine anno, un momento per stare insieme e iniziare a parlare dei progetti futuri. Poi è crollato tutto», ha raccontato il presidente della società.
Il caso riporta l’attenzione sulla Tick-Borne Encephalitis (Tbe), una malattia infettiva di origine virale trasmessa attraverso il morso di zecche infette, in particolare della specie Ixodes ricinus, molto diffusa nei boschi, nei prati e nelle aree montane. A differenza della più nota malattia di Lyme, provocata da un batterio e curabile con antibiotici, la Tbe è causata da un virus. Per questo motivo non esiste una terapia antivirale specifica: le cure sono rivolte principalmente al trattamento dei sintomi e delle eventuali complicanze neurologiche. Nella maggior parte dei casi il morso di una zecca non provoca conseguenze gravi e molte persone infettate dal virus non sviluppano alcun sintomo. Quando la malattia si manifesta, però, il decorso può avvenire in due fasi. La prima compare generalmente dopo una o due settimane dal morso ed è caratterizzata da febbre, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza e malessere generale, sintomi facilmente confondibili con quelli di un’influenza.
Dopo alcuni giorni di apparente miglioramento, una parte dei pazienti può sviluppare una seconda fase molto più seria, nella quale il virus raggiunge il sistema nervoso centrale. Possono comparire meningite, encefalite o meningoencefalite con febbre elevata, forte cefalea, rigidità del collo, vomito, alterazioni dello stato di coscienza, difficoltà nel linguaggio, disturbi neurologici, convulsioni e, nei casi più gravi, coma. È proprio questa evoluzione ad aver reso necessario il ricovero in terapia intensiva dell’allenatore bellunese.




