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Meteo, caldo estremo: choc a Merano, cosa sta succedendo

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martedì 30 giugno 2026
Meteo, caldo estremo: choc a Merano, cosa sta succedendo

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Nel Meranese la lunga fase di caldo intenso che ha caratterizzato l’inizio dell’estate ha lasciato spazio, in modo repentino, a un evento meteorologico estremo. Un nubifragio improvviso ha colpito l’area alpina scaricando circa 50 millimetri di pioggia in meno di un’ora, una quantità significativa concentrata in un arco temporale molto ristretto. La violenza delle precipitazioni ha avuto effetti immediati sul territorio. Il terreno, reso duro e impermeabile dalle settimane di caldo e siccità, non è riuscito ad assorbire l’acqua, che si è rapidamente trasformata in ruscellamenti superficiali, colate di fango e piccoli smottamenti.

Le conseguenze più gravi si sono registrate nelle zone abitate, dove il materiale detritico trascinato a valle ha invaso alcune aree residenziali. In diversi casi il fango ha raggiunto edifici e abitazioni, arrivando fino ai piani inferiori e rendendo necessario l’intervento dei soccorsi. Circa sessanta persone sono state evacuate da più edifici a scopo precauzionale. Cinque i feriti lievi, mentre alcune auto sono rimaste sepolte o danneggiate dalle frane che hanno interessato i versanti più instabili. Le operazioni di messa in sicurezza hanno coinvolto vigili del fuoco e protezione civile, impegnati nel ripristino della viabilità e nella verifica della stabilità delle aree colpite. L’episodio del Meranese si inserisce in un contesto più ampio che sta interessando l’arco alpino, dove l’alternanza tra caldo estremo e precipitazioni improvvise sta diventando sempre più frequente.

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Secondo gli esperti, queste dinamiche sono favorite da un’atmosfera particolarmente carica di energia: le alte temperature aumentano l’evaporazione e l’umidità disponibile, mentre il contrasto con infiltrazioni di aria più fresca in quota innesca temporali molto intensi e localizzati. In questo quadro, i fenomeni risultano difficili da prevedere con precisione e possono colpire aree ristrette con grande violenza, soprattutto in presenza di terreni già fragili o secchi. Il lungo periodo di siccità e caldo precedente ha contribuito a peggiorare gli effetti del nubifragio. Il suolo indurito ha ridotto la capacità di assorbimento dell’acqua, favorendo il deflusso rapido verso valle e aumentando il rischio di frane e colate detritiche.

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