Un mistero che ha procurato "un forte allarme" a Palazzo Chigi: ottanta fiale di Fentanyl sono sparite dalla cassaforte della farmacia dell'ospedale Israelitico di Roma. Nel primo pomeriggio di venerdì 3 luglio, secondo quanto riferisce l'Adnkronos, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha presieduto una riunione d'urgenza a Palazzo Chigi, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Capo di Gabinetto del Ministero della Salute, il Direttore della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, il Direttore generale della Direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze della Presidenza del Consiglio.
La preoccupazione è legata al possibile utilizzo del Fentanyl per confezionare fino a circa 20.000 dosi destinate al consumo illecito. Per questo - si legge - da Palazzo Chigi filtra "forte allarme" per "il comportamento irresponsabile di chi è chiamato a garantirne la sicurezza di tali sostanze, nonostante siano previste regole rigorose per l'accesso e la custodia di esse". Nel frattempo sono stati attivati i carabinieri del NAS per gli accertamenti del caso, mentre il ministero della Salute ha disposto un'ispezione per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto dei protocolli vigenti. Nei prossimi giorni - si fa sapere - sarà riconvocato a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sull'attuazione del Piano anti-fentanyl, con l'obiettivo di far applicare da tutti i soggetti interessati le cautele e i controlli necessari.
Intanto la procura di Roma ha aperto una inchiesta per il furto di 80 fiale di un farmaco iniettabile e base di Fentanyl, utilizzato in anestesia, dall'ospedale Israelitico di Roma, avvenuto lo scorso 24 giugno. Le ipotesi di reato sono furto e detenzione a fini di spaccio. Il Fentanyl è un oppioide sintetico da 50 a 100 volte più potente dell'eroina. Nato per la terapia del dolore grave (es. oncologico), è diventato una gravissima minaccia per la salute pubblica a causa del suo uso illecito.




