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Fentanyl, il furto a Roma "in due tempi": caccia alla talpa in ospedale

di Susanna Barberinidomenica 5 luglio 2026
Fentanyl, il furto a Roma "in due tempi": caccia alla talpa in ospedale

2' di lettura

Al momento il fascicolo aperto dalla Procura di Roma sulla scomparsa di ottanta fiale di fentanyl dalla cassaforte dell’ospedale Israelitico di Roma è a carico di ignoti, ma presto potrebbe arrivare una svolta. Chi indaga per «furto e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio» procederà ad ascoltare di nuovo una decina di persone, tra dipendenti che avevano accesso alla chiave dell’armadio frigorifero contenente il potente anestetico, oltre all’addetto alla guardiania notturna incaricato della custodia delle chiavi durante gli orari di chiusura, e gli operatori che tra il 22 e il 24 giugno sono entrati nella farmacia dell’ospedale per effettuare pulizie o altri interventi.

Gli investigatori ritengono infatti che chi ha agito conoscesse bene la struttura e sapesse dove trovare il farmaco, considerato che sono state sottratte esclusivamente le fiale di fentanyl. Il sospetto più forte è quello di una “talpa”, qualcuno che potrebbe aver agito su commissione per alimentare il mercato nero della droga.

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Il colpo, d’altronde, è stato messo a segno senza lasciare tracce. Tra il 22 e il 24 giugno scorsi, il fentanyl è sparito dalla cassaforte in due tempi, a distanza di 48 ore. Ma solo dopo il secondo furto è partita la denuncia. Chi ha agito ha usato le chiavi originali, custodite in portineria e riconsegnate a fine turno, oppure aveva fatto un duplicato.

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A rendere tutto più difficile c’è il vuoto totale nei sistemi di controllo dell’ospedale: nessuna telecamera nel locale del furto e nessun registro su cui annotare i nomi di chi chiedeva l’accesso al farmaco. Da parte sua la responsabile della farmacia ha consegnato tutta la documentazione relativa agli accessi del personale e ha ribadito di non riuscire a spiegare come sia stato possibile il furto, sostenendo che tutte le procedure di controllo erano state regolarmente rispettate.

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La gravità del caso ha spinto il ministero della Salute a emanare una circolare d’urgenza, un vero e proprio vademecum per evitare che i farmaci stupefacenti vengano deviati per usi non sanitari: obbligo di custodire le sostanze in armadi blindati e separati, tracciabilità cronologica rigorosa sul registro d’entrata e uscita entro 48 ore dalla movimentazione, e la raccomandazione che il responsabile delle giacenze sia l’unico a detenere le chiavi.