Fare buona politica non equivale a compiere sempre scelte popolari. A sostenerlo - al termine del vertice della Nato di Ankara - è stata Giorgia Meloni, che poi, per ribadire il concetto, ha citato Kotoku Wamura. Un politico giapponese scomparso nel 1997, sindaco di un piccolo villaggio della prefettura di Iwate per ben quarant'anni. La domanda viene spontanea: che cosa c'entra un sindaco giapponese con il discorso della premier?
Ebbene, Kotoku Wamura non è un politico qualunque, bensì l'uomo che, con 20 anni di vantaggio salvò Fudai - il villaggio da lui amministrato - dallo tsunami che colpì il Giappone nel 2011. Proprio attraverso una scelta politica che inizialmente venne ampiamente contestata. Da ragazzo, Wamura aveva vissuto in prima persona la tragedia del terremoto e dello tsunami che avevano causato la morte di 137 abitanti del suo villaggio. "Quando vidi i corpi emergere dal fango, mi promisi che una simile tragedia non si sarebbe mai più ripetuta", raccontò anni dopo. Quella promessa divenne la missione della sua vita. Decise di realizzare un'opera senza precedenti: prima un imponente muro costiero e poi, tra il 1972 e il 1984, una gigantesca diga fluviale alta 15,5 metri.
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Mark Rutte in imbarazzo totale. Il segretario generale della Nato ha partecipato a una conferenza stampa a margine del v...L'intervento costò 3,56 miliardi di yen, pari a circa 30 milioni di dollari dell'epoca, una cifra finanziata in gran parte dallo Stato e dalla Prefettura grazie alla sua instancabile determinazione politica. Il progetto, però, suscitò forti opposizioni. Molti cittadini e lo stesso consiglio comunale lo considerarono uno spreco di denaro pubblico, liquidandolo come il costoso capriccio di un sindaco che, oltre a tutto, avrebbe compromesso la vista sul mare. Wamura concluse il suo mandato tra polemiche, critiche e scherno, accusato di aver prosciugato le risorse destinate ad altri interventi per la comunità. Morì nel 1997, all'età di 88 anni, convinto di aver agito nell'interesse del suo paese, ma senza essere mai riuscito a convincere davvero i suoi concittadini.
Il 11 marzo 2011, il grande terremoto del Tōhoku scatenò uno degli tsunami più devastanti della storia del Giappone. Sulla costa di Fudai si infransero onde alte quasi 20 metri. Nei centri vicini, protetti da barriere convenzionali, l'acqua superò le difese, cancellando interi quartieri e causando migliaia di vittime. A Fudai, invece, i vigili del fuoco riuscirono ad abbassare appena in tempo i giganteschi pannelli d'acciaio della diga voluta da Wamura. L'enorme massa d'acqua investì la struttura con una forza impressionante: parte dell'onda riuscì a superarne il bordo, ma l'impatto principale venne assorbito dalla barriera, che dissipò l'energia distruttiva dello tsunami. Il risultato fu straordinario. Fudai rimase praticamente intatto e quasi completamente asciutto. Mentre i paesi vicini contarono centinaia di morti e distruzioni diffuse, nel villaggio si registrò una sola vittima.




