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La reggia dell'avvocato Agnelli che nessuno vuole comprare

di Claudia Osmettilunedì 13 luglio 2026
La reggia dell'avvocato Agnelli che nessuno vuole comprare

3' di lettura

Un post su Instagram, chissà cosa avrebbe detto l’Avvocato. È che fa volgarotto, di sicuro è banale. Lui che come nessun altro aveva intuito le potenzialità (e quindi le opportunità) della cultura pop, quel-che-piace-al-popolo: sì, però adesso qui, con casa sua rimbalzata sui social network, mostrata, esibita, esposta, fotografata senza vergogna in ogni suo angolo, virtualmente accessibile a chiunque, col prezzo pure al ribasso («trattativa riservata», d’accordo: ma è un fatto che da quasi tre anni è sul mercato per dieci milioni di euro e, ora, si può verosimilmente trattare intorno ai sei barra cinque), le cose cambiano. Vengano signori vengano, villa Frescot è in vendita.

Anzi, è nel catalogo del colosso internazionale dell’immobiliare di lusso Sotheby’s che l’ha pubblicata su internet come in un annuncio qualsiasi: aaa, acquirenti cercansi per quelle 29 camere, per i quindici bagni, per il 1.200 metri quadrati di residenza principale, per la dépendance e l’autorimessa, i giardini, il frutteto e la piscina che son stati della famiglia Agnelli e han fatto persino un pezzo di storia d’Italia, ma che oggi son disabitati, lì, in mezzo alle colline di Torino, forse non proprio a prendere la polvere però poco ci manca. MARGHERITA E MARELLA L’ha deciso Margherita, cioè la figlia di Gianni, e se quella proprietà è uno dei rari rimasugli d’eredità scampato alla faida infinita (che ne possa disporre lei è fuor di dubbio, alla morte del babbo è passata nel suo patrimonio, mamma Marella ne ha conservato giusto l’usufrutto finché è rimasta in vita anche se, per la verità, non l’ha sfruttata molto) non è altrettanto esente dalle complicazioni. A venderla non si riesce (al prezzo “stracciato” si devono aggiungere i costi di manutenzione, che mica son bruscolini, e magari quelli di ristrutturazione). A farla curiosare pure troppo (di possibili acquirenti, al mitico 291 di strada San Vito, ne sono passati parecchi: addirittura l’emiro del Qatar al Thani che poi ha messo le mani sulla berlusconiana villa Certosa in Sardegna). Ad ammantare tutto di mistero ci pensano le cronache degli ultimi anni (è a villa Frescot che Margherita si ricorda di un Monet, Glaçons effet blanc, del valore di 20 milioni di euro e “sparito” negli inventari del dopo-Avvocato: sulla questione è aperta un’inchiesta). Bella, bellissima, elegante, da sogno, ottocentesca ma cuore pulsante di un’Italia a cavallo del secolo che oramai forse non c’è più e che è stata sfavillante come non mai. Ci ha vissuto, a villa Frescot, Gianni Agnelli. L’ha amata, l’ha consumata, era “casa sua” nel vero senso della parola (tanto che nel 2003 è morto tra le sue camere). In quel giardino curassimo (merito di donna Marella) sono atterrati elicotteri con Henry Kissinger e Francesco Cossiga, Michel Platini e Claudio Abbado (il maestro, in un’occasione, è stato ricevuto assieme a 128 orchestrali della Berliner philarmoniker). In quei locali, durante dei lavori di ordinaria amministrazione, è saltato fuori un deposito di monete antiche, romane, del IV secolo dopo Cristo, con l’effige dell’imperatore Massenzio sopra.

In quei saloni, non trovando tessuti all’altezza, Marella ha optato per disegnare lei stessa le stoffe dell’arredamento, anche grazie alla collaborazione con architetti come Sergio Hutter Jontof e progettisti del calibro di Russel Page. DAGLI ANNI SESSANTA Comprata alla fine degli anni Sessanta un po’ perché tutto quel verde, per i futuri nipoti, sarebbe stata una cornice ideale (John Elkann adorava la “casa dei nonni”, l’ha addirittura presa in affitto dopo la morte di Marella e ha provato a comprarla dalla madre che però non ha voluto dargliela), un po’ perché stava iniziando l’epoca calda del terrorismo brigatista (e all’Avvocato lasciare il centralissimo corso Matteotti non dev’esser sembrata un’idea strampalata). Megavilla ma anche capanna (quella del cuore, Gianni faceva le carte false per tornarci ogni sera, la sua routine preferita era villa-Frescot-Lingotto-LaStampa), luogo sicuro, residenza e qualcosina in più. Negli armadi dovrebbe ancora esserci qualche completo indossato dall’Avvocato.