Forse una speranza di salvare Mario Roggero c’è. E qualora si verificasse sarebbe clamorosa. Porterebbe alla revisione dell’intero processo. Come azzerare tutto e ripartire da zero. L’asso nella manica della difesa sta tutto lì, scritto nero su bianco, nel ricorso in Cassazione che il team difensivo del gioielliere di Grinzane Cavour - chiuso in carcere dal 17 luglio scorso - ha preparato con una meticolosità e una puntigliosità chirurgiche. Il professore Sergio Novani, analista processuale che coordina con l’avvocato Stefano Marcolini il collegio difensivo, sta lavorando giorno e notte.
Per farvi capire di che si tratta dobbiamo tornare al giorno della sentenza di primo grado che condannò il gioielliere di Grinzane a 17 anni. Era il 4 dicembre 2023. E un giudice popolare non si presentò all’udienza. Dopo quella sentenza, la difesa fece ricorso in appello. Carte alla mano, siamo al primo motivo del ricorso, poi riproposto in Cassazione. “All’ultima udienza dibattimentale di primo grado - si legge - tenutasi lunedì 4 dicembre 2023, uno dei giudici popolari effettivi, il signor Marco Marchisio non si presentava”. Nel verbale riassuntivo d’udienza c’è scritto: “La Corte d’Assise, preso atto dell’assenza del giudice popolare titolare Marchisio Marco, dispone il subentro nel Collegio giudicante del primo supplente in ordine di sorteggio”. Una sostituzione che secondo la difesa di Roggero cozzerebbe con uno dei principi cardine dell’ordinamento costituzionale, ossia il diritto dell’imputato al giudice naturale precostituito per legge, l’articolo 25 della nostra Costituzione. “Del giudice popolare - si legge nel ricorso presentato dal team legale - si constata l’assenza fisica/naturalistica - se ne “prende atto” - ma di tale assenza non si indagano minimamente le ragioni”. Di tale giudice popolare inoltre esiste un giuramento, giunto in possesso a Libero.
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Un "flop", secondo Repubblica. Un "atto di coraggio", secondo alcuni utenti. Stefania Caiafa sui soc...“All’assenza del giudice popolare effettivo - continua la difesa - potrebbero aver condotto le più disparate cause, ma esse debbono essere sempre e comunque accertate, valutate e dichiarate”. Del resto, questo prescrive la legge, che se applicata alla lettera a Roggero, allora si dovrebbe applicare letteralmente anche ai giudici. “La totale assenza di indagine e di motivazione sulle ragioni dell’assenza del giudice popolare Marchisio”, si legge nel ricorso, integrerebbe una “nullità assoluta della sentenza di primo grado”, “con riferimento alla legge n. 287 del 1951 sui procedimenti di assise”.
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Il 2 giugno scorso, alla cerimonia organizzata dall'Anpi a Rimini, il sindaco di destra (estrema) di Pennabilli Maur...Quello che balza ancor più agli occhi è che: “Per una sorta di ironia tragica - scrive la difesa - nel corso della stessa discussione d’appello, all’udienza del 3 dicembre 2025, “preliminarmente, il presidente dà atto che è stato esonerato dall’incarico il giudice popolare aggiunto (...) per gravi motivi familiari”. Quindi si chiede la difesa, perché per questo giudice i motivi sono stati palesati, e per il signor Marchisio no? Il motivo in appello non venne accolto. In quanto secondo i giudici “nessuna irregolarità o nullità è riscontrabile”. La difesa di Roggero non si ferma.




