Una vicenda surreale, ma tremendamente vera, quella che arriva da Riccione, cuore pulsante della riviera Romagnola: i turisti del Grand Hotel, nella mattinata di martedì 28 luglio, sono stati allontanati dalla struttura. La ragione? Come spiega Ansa in un servizio, la struttura era gestita da una società fallita da tempo.
La Guardia di Finanza si è presentata nello storico albergo per eseguire il sequestro penale disposto dalla Procura di Rimini. Gli ospiti, convinti di trovarsi davanti al personale dell'hotel, hanno scoperto solo in un secondo momento di avere di fronte i militari delle Fiamme Gialle. "Dovete lasciare immediatamente l'albergo": questo l'ordine ricevuto. I turisti sono stati quindi trasferiti in altre strutture grazie all'intervento dell'amministrazione comunale.
L'indagine ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di sei persone con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Tra loro figura anche Gianni Andreatta, 75 anni, originario della provincia di Treviso, residente formalmente a Cuba e ritenuto dagli inquirenti il dominus dell'intera operazione.
Gli investigatori hanno inoltre sequestrato beni immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 29 milioni di euro. Secondo l'accusa, nonostante il fallimento della società che gestiva il Grand Hotel, l'attività sarebbe proseguita irregolarmente, con numerosi pagamenti effettuati in contanti. Le Fiamme Gialle hanno eseguito perquisizioni sia all'interno dell'albergo, con l'ausilio di un cash-dog addestrato alla ricerca di denaro contante, sia in immobili situati nelle province di Rimini, Milano, Monza e Brianza e Bari.
Per la Procura, la struttura avrebbe dovuto essere consegnata al curatore fallimentare nominato dal Tribunale, mentre sarebbe stata gestita ancora "in nero". L'immobile, uno dei simboli storici di Riccione inaugurato nel 1929, dovrebbe essere messo all'asta il prossimo 23 settembre con una base di circa 24 milioni di euro. Dopo anni di difficoltà economiche, culminate con un passivo di circa 25 milioni di euro e il fallimento dichiarato nel 2023, la vicenda è ora approdata sul piano penale.




