Il Lago Maggiore continua a perdere acqua a un ritmo preoccupante: da due settimane l'abbassamento medio è di circa quattro centimetri al giorno. Il livello del lago è sceso, ieri, fino a -39 centimetri rispetto allo zero idrometrico e le scarse precipitazioni, unite alle temperature elevate che hanno accelerato lo scioglimento della neve sulle Alpi, hanno ridotto drasticamente le riserve idriche. Il risultato? Dallo sbarramento della Miorina, a Sesto Calende, non viene più rilasciata acqua verso il Ticino e l’approvvigionamento per l’irrigazione della Pianura Padana è compromesso.
Il progressivo arretramento delle acque sta anche trasformando il paesaggio del Verbano. Le rive si allargano lasciando spazio a distese di sassi, sabbia e fango, mentre i canneti rimangono all’asciutto e iniziano a seccarsi. Si tratta di un fenomeno che non ha soltanto conseguenze paesaggistiche, ma mette seriamente a rischio l’equilibrio dell’ecosistema lacustre. I canneti rappresentano infatti un habitat fondamentale per numerose specie animali, oltre a svolgere un’importante funzione di filtraggio naturale delle acque.
Secondo gli esperti, le forti oscillazioni del livello del lago stanno compromettendo la riproduzione di diverse specie ittiche. Particolarmente colpito è il coregone lavarello, il pesce più importante per i pochi pescatori professionisti rimasti sul Lago Maggiore. Anche il progressivo aumento della temperatura dell’acqua rappresenta una minaccia visto che il mancato raffreddamento impedisce il naturale rimescolamento degli strati del lago, riducendo l’ossigeno nelle acque profonde e mettendo in difficoltà specie come le trote.
La siccità incide anche sulla vegetazione sommersa e sui canneti. In più, a peggiorare il quadro contribuisce l’espansione di specie invasive favorite dall’aumento delle temperature. Piante acquatiche come l’elodea nuttallii e la ludwigia grandiflora si stanno diffondendo rapidamente, alterando l’equilibrio biologico del lago, riducendo l’ossigenazione delle acque e creando problemi anche alla navigazione.
Pochi mesi fa amministratori locali e operatori turistici temevano che un livello troppo elevato del lago avrebbe ridotto le spiagge. Oggi l’emergenza è di tutt'altra natura ed è rappresentata dalla grave crisi idrica, che oltre a compromettere l’approvvigionamento d’acqua per l’agricoltura mette a rischio la biodiversità e la stabilità di uno dei più importanti ecosistemi lacustri dell’area prealpina.




