"Il racconto della maggior parte dei giornali e dei telegiornali è stato il solito dai tempi del primo G7, da Genova o anche da prima, cioè 'ci sono i valligiani che volevano manifestare tranquillamente, poi arrivano i black bloc'. Questa divisione è assolutamente falsa: se voi aveste visto il corteo che partiva di qua, sapreste che sono andati su in migliaia verso Chiomonte, quindi quello che è successo là l'abbiamo fatto tutti, siamo tutti responsabili". A sottolinearlo, nel corso i una conferenza stampa indetta dal movimento No Tav a Venaus nel primo pomeriggio è stato Guido Fissore, storico attivista, oltre gli 80 anni.
"Non è la prima volta che lo diciamo - ha continuato -, io mi ricordo dopo il 2011. Non vuol dire che tutti andiamo a tirar pietre ai poliziotti, però voglio dire che le situazioni possono degenerare. L'entrare nel cantiere è stata una cosa condivisa da tutti e questo è bene che lo sappiano, è meglio raccontarlo. Perché raccontare che 'noi siamo bravi, non facciamo queste cose, sono quelli che vengono da fuori che fanno questi gesti', che voi dite inconsulti, non è vero. Siamo tutti responsabili, casomai il problema è la risposta che danno". In ogni caso, ha ribadito Fissore, "noi andremo avanti e non accettiamo questa divisione tra buoni e cattivi, o siamo tutti buoni o siamo tutti cattivi, dipende dal senso morale e dal punto di vista, però è così". A prendere la parola sono stati anche Franco Olivero Fugera, consigliere comunale di minoranza a Giaglione, e Matilde dei Giovani No Tav.
No Tav, così il tribunale ha lasciato liberi i violenti: cos'è successo prima della mattanza
Maschere da sub, stivali da pescatore e passamontagna. Un equipaggiamento che richiama più una spedizione subacqu..."In questa valle le forze dell'ordine non sono qui per difendere le persone - come vorrebbero far credere - ma a difendere la devastazione" ha sostenuto Olivero Fugera, concludendo con una battuta sulla visita di questa mattina di Meloni e Piantedosi al cantiere di Chiomonte: "Certo proviamo un po' di fastidio per la loro presenza qui, ma questo significa che l'avversario è debole. Questi giorni sono un grande risultato per noi data la grande partecipazione al Festival e alle iniziative chiamare dal Movimento No Tav contro i cantieri, quindi continueremo così". "Eravamo tutti e tutte in corteo e una grande parte erano giovani e giovanissimi - ha aggiunto Matilde -. Questa lotta è ancora giovane e vogliamo opporci a questa opera che ci toglie spazi risorse. Si è parlato di violenza ma la violenza è quella che noi da trent'anni subiamo con la militarizzazione che anche oggi viene riproposta con i blocchi di questa mattina per uscire da Venaus", in riferimento ai controlli in uscita dal Festival.




