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Sassari, orrore in carcere: muore carbonizzato in cella

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sabato 1 agosto 2026
Sassari, orrore in carcere: muore carbonizzato in cella

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Appicca il fuoco in cella e perde la vita nell'incendio: è morto così un detenuto sardo di 32 anni nel carcere di Bancali, a Sassari. Il fatto è avvenuto la notte scorsa, quella tra giovedì 30 e venerdì 31 luglio, in una cella del reparto ospedaliero dell'istituto penitenziario. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato l'uomo a dare inizio al rogo. Nove agenti della polizia penitenziaria, intervenuti per domare le fiamme e prestare soccorso, sono rimasti lievemente ustionati e intossicati dal fumo. Trasportati al pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari, non sono comunque apparsi in gravi condizioni.

Stando a quanto ricostruito, il 32enne si sarebbe barricato in cella, chiudendo le finestre e dando fuoco agli arredi. Il fumo avrebbe presto saturato la stanza, rendendo sempre più difficile respirare. In breve tempo, infatti, le esalazioni gli avrebbero fatto perdere i sensi. Anche se con grande difficoltà, gli agenti sarebbero riusciti a entrare, trovando il detenuto ancora vivo, nel bagno della cella. A quel punto lo avrebbero subito trascinato fuori. Purtroppo, però, l'uomo è morto poco dopo per le gravi ustioni e il fumo respirato. Secondo quanto riferito dai rappresentanti sindacali della polizia penitenziaria, il detenuto non aveva manifestato alcun segnale di agitazione prima dell'incendio.

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Fortunatamente, l'incendio non si è esteso oltre, grazie all'intervento dei vigili del fuoco. E infatti non si è resa necessaria l'evacuazione degli altri detenuti. Intanto, la Procura di Sassari ha aperto un'inchiesta per chiarire la dinamica dell'accaduto. Mentre i sindacati hanno denunciato una situazione sempre più insostenibile nel carcere sassarese: "Parrebbe che nelle sezioni non siano presenti i bocchettoni antincendio necessari per collegare le manichette. Se confermata, questa mancanza rappresenterebbe un elemento di grave vulnerabilità, perché impedisce al personale di utilizzare strumenti fondamentali per fronteggiare incendi di tale intensità. La sicurezza degli operatori e al contempo dei ristretti non può dipendere da infrastrutture incomplete o non adeguate alle esigenze di emergenze sempre più frequenti e complesse", ha dichiarato il segretario nazionale del Consipe, Roberto Melis.

"L'ennesimo grave episodio impone una seria riflessione sulle condizioni in cui versa il sistema penitenziario - si legge in una nota della Uil Fp PP -. Non è più rinviabile un intervento concreto da parte dell'Amministrazione Penitenziaria e delle Istituzioni competenti, volto a rafforzare gli organici, garantire adeguati livelli di assistenza sanitaria e psichiatrica, migliorare gli standard di sicurezza e fornire agli operatori gli strumenti necessari per affrontare emergenze sempre più frequenti e complesse".

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