Mentre da M5S si continua a esprimere riserve sull’ingresso di Matteo Renzi nella coalizione, rinviando la decisione a dopo la stesura del programma, il popolo delle feste dell’Unità rompe gli indugi e celebra in pompa magna il ritorno dell’ex rottamatore nel centrosinistra. Il leader di Italia Viva, infatti, sarà ospite in tre feste. Ma non tre qualsiasi. Tutte e tre nell’Emilia rossa, nel cuore della militanza che nasce dal Pci, dal Pds, dai Ds.
L’ultima sarà la festa a Bologna, altro appuntamento storico per il popolo sopravvissuto alla Bolognina. Un’agenda che è già un fatto politico. Come lo è, simmetricamente, la scelta di non invitare alla Festa dell’Unità di Bologna Carlo Calenda, leader di Azione. «Abbiamo invitato Renzi, come avevamo fatto anche l’anno scorso», ha spiegato Enrico Di Stasi, segretario del Pd bolognese.
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Come ogni lunedì sera, ecco il consueto appuntamento con il sondaggio Swg del Tg La7 condotto da Enrico Mentana. ...«Non abbiamo invitato Calenda, anche perché siamo rimasti abbastanza sconcertati dalle sue dichiarazioni di questi giorni». Di Stasi ha aggiunto che «fino a qualche settimana fa stavamo lavorando insieme per costruire un allargamento dell’alleanza», ma ora «capiremo in futuro che rapporti avremo». Sarcastica la risposta di Calenda sui social: «Che dolore immenso! Non so se mi riprenderò più».
Il ritorno tra le cucine e i palchi dei militanti dem comincia il 3 agosto, quando Renzi sarà a Borgo Albergati, in provincia di Modena, per un confronto con il presidente dell’Assemblea nazionale dem, Stefano Bonaccini. Poi il 7 a Villalunga di Casalgrande, dove dialogherà con Michele De Pascale, governatore dell’Emilia Romagna, forse una delle personalità nel Pd più vicine a Renzi. Tra fine agosto e settembre sarà poi a Bologna. Non è escluso, poi, un invito alla festa nazionale di Reggio Emilia.
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Quanto avvenuto a Berlino non dovrebbe essere oggetto di distinguo di carattere ideologico. Perché la violenza no...In passato il rapporto tra il leader di Iv e le feste dell’Unità era stato segnato da momenti di entusiasmo (da segretario), ma anche di grande tensione e persino di contestazione. Infatti era da tempo che non veniva invitato nelle feste emiliane. Nel 2025 era stato a Milano, terra di una sinistra riformista. Nel 2024 a Pesaro. Nel 2023, invece, si era consumato uno degli strappi più dolorosi: non era stato invitato, infatti, alla festa di Firenze, città di cui è stato sindaco per due mandati. Al suo posto, il Pd invitò Calenda. Ma il punto più basso nel rapporto tra il popolo delle feste dell’Unità e Renzi si registrò nel 2019 quando, nell’edizione milanese che si svolse a fine agosto, il Pd decise di non inserirlo tra i 470 ospiti. Poche settimane dopo - e dopo la nascita del Conte 2 - Renzi lasciò il Pd per fondare Italia Viva.
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«Voglio sentirla e vedere come si alleerà con Vannacci». Matteo Renzi lascia lo studio di In Onda, su...Andò ancora peggio nel 2018 quando persino il suo comune di nascita, Rignano sull’Arno, decise di «cancellarlo» dal programma, chiosando, polemicamente, che se voleva, poteva venire «a mangiare una pizza». Sembra un secolo fa. Poi, dopo il tentativo e il fallimento del Terzo Polo, Renzi è diventato il più strenuo sostenitore di un’alleanza di centrosinistra. Larga, aperta. E soprattutto guidata da Elly Schlein (di cui è il sostenitore più convinto). Forse anche per questo il popolo delle Feste dell’Unità, che è schierato con la segretaria, è pronto a riaccoglierlo e già lo sente “uno di noi”. Sarà ancora più difficile, per M5S, obiettare sul perimetro dell’alleanza. Anche se il tentativo verrà comunque fatto.




