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Gli allarmisti del caldo smentiti dai numeri

Temperature eccezionali e città che boccheggiano, ma le cifre snocciolate da Bertolaso tratteggiano uno scenario molto chiaro...
di Daniela Mastromatteilunedì 3 agosto 2026
Gli allarmisti del caldo smentiti dai numeri

2' di lettura

È tutto vero: le temperature sono eccezionali, le città boccheggiano e gli esperti invitano alla prudenza. Siamo nella quarta fiammata tropicale dell’estate con temperature che in alcune aree hanno già raggiunto i 41 gradi, come nel Ternano, e che nelle zone interne del Centro, della Sardegna e della Pianura Padana potranno ancora sfiorare o superare i 40, mentre la parte meridionale della penisola sarà mitigata dalle brezze, in particolare lungo le coste. I climatologi spiegano che è tutta colpa dell’anticiclone africano che ha ormai preso il posto di quello delle Azzorre.

Ma un conto è affrontare una stagione bollente con misure concrete, un altro è trasformare ogni picco di calore nell’ennesimo capo d’accusa contro il governo. È questa la linea scelta dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, che anche davanti ai termometri impazziti individua nell’esecutivo il principale responsabile, accusandolo di non aver messo un euro sul piano di adattamenti climatici e indicando come modello le iniziative messe in campo dal compagno Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, tra rifugi al fresco, aree climatizzate e interventi di riforestazione urbana.

Il punto, però, è che mentre la politica alza i toni, i numeri raccontano una realtà meno drammatica di quella evocata. A ricordarlo è l’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, che non minimizza affatto l’intensità dell’ondata di caldo di questi mesi, ma invita a guardare ai risultati della macchina sanitaria. Le chiamate al 118 sono aumentate sensibilmente. Eppure i ricoveri dai Pronto soccorso sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno: 25.500 nel luglio 2026 contro i 25.600 del luglio 2025. Molto è dovuto «all’effetto di una rete di prevenzione rafforzata, di controlli costanti, di interventi domiciliari e di presidi territoriali pensati proprio per intercettare i casi più delicati prima che diventino emergenze», sottolinea Bertolaso.

Naturalmente il caldo continua a colpire soprattutto gli anziani e le persone più vulnerabili. La Regione stessa registra un aumento dei ricoveri tra gli over 65 e qualche accesso pediatrico in più. Nessuno canta vittoria e nessuno nega la realtà. Ma una differenza sostanziale esiste: c’è chi affronta il problema organizzando il sistema sanitario e chi sembra più interessato a organizzare una conferenza stampa. La differenza, allora, è tutta qui. Da una parte una narrazione che sembra trasformare ogni emergenza naturale nell’ennesimo processo politico; dall’altra un approccio che, pur riconoscendo la gravità della situazione, misura i risultati sulla base dei dati e dell’efficacia dei provvedimenti adottati. Il caldo passerà. Arriverà il freddo. Ma resta una domanda destinata a ripresentarsi a ogni emergenza: è più utile rincorrere lo scontro politico o concentrarsi sul far funzionare le strutture chiamate a tutelare la salute dei cittadini?

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