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Bologna, pagliacciata-sinistra sulla strage: gli 85 morti si rivoltano nella tomba

di Alessandro Salllustilunedì 3 agosto 2026
Bologna, pagliacciata-sinistra sulla strage: gli 85 morti si rivoltano nella tomba

2' di lettura

A Bologna il 2 agosto si trasforma nell’ennesima sceneggiata della sinistra: in piazza bandiere cubane e palestinesi, striscioni anti-polizia, i parenti di Fakir e i soliti attacchi al governo

Non c’è pace per gli 85 morti della strage della stazione di Bologna di 46 anni fa. Vien da dire: chissà quanti di loro si rivoltano nella tomba alla vista della pagliacciata che praticamente ogni anno la sinistra mette in scena con la scusa di celebrarne la memoria, cosa che puntualmente è successa anche ieri. Il copione ha previsto lo sventolio di bandiere palestinesi e cubane ma soprattutto l’esibizione in testa al corteo dei familiari dell’immigrato Fakir morto durante un controllo di polizia. Il sindaco Lepore, non contento di aver provocato due settimane fa la messa a ferro e fuoco della sua città aizzando la piazza contro la polizia, si è superato paragonando Elon Musk agli stragisti e gli immigrati che hanno invaso Ceuta alle vittime della strage. 

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Insomma, un pot-pourri di fatti che neppure la mente più fantasiosa riuscirebbe a tenere insieme. Bologna città martire, ma di un martirio che non finisce mai, dalla bomba probabilmente fascista alla tortura psicologica comunista è un continuo di vessazioni di cui non si intravvede la fine. L’antifascismo alla bolognese è ormai come le famose tagliatelle, un piatto tipico ma la cui ricetta si adatta di anno in anno all’attualità stretta, a volte - quest’anno è il caso diventando indigesto anche agli stomaci più resistenti. Qualcuno dovrebbe spiegare il senso di fare sfilare in bella vista i parenti di Fakir, sulla cui morte peraltro ancora non c’è alcuna certezza. Il messaggio sarebbe che i poliziotti sono terroristi alla pari di chi mise la bomba alla stazione il 2 agosto del 1980? E poi le bandiere palestinesi, simbolo degli stragisti di Hamas del 7 ottobre, che c’entrano con il ricordo delle vittime di una strage (una delle tante piste investigative portava proprio al terrorismo palestinese assai attivo in quegli anni)?

Quando avvenne l’attentato il sindaco Lepore non era ancora nato, è cresciuto prigioniero di una ideologia e di una retorica di partito che ha poco a che fare con la verità e la realtà. E purtroppo lo si vede in ogni cosa che fa, confonde pure il 2 agosto con la festa del Pd.

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