Fuoco e spari contro i geologi in missione per il telescopio Einstein in Sardegna. Il progetto riguarda lo studio delle onde gravitazionali, con ben 6 miliardi di investimenti, oltre 30 mila posti di lavoro in 9 anni, di cui 800 a regime, e una miniera dismessa destinata a diventare uno dei centri all’avanguardia della ricerca in Europa. L'agguato è avvenuto a Lula, in provincia di Nuoro, dove sono stati sparati dei colpi di pistola contro la casa di due geologi, Carlo Giunchi e la moglie, inviati dall’Istituto Nazionale di Geofisica per i sondaggi preliminari. Ma non solo: prese di mira anche le loro auto, che sono state date alle fiamme.
Non si sa ancora cosa ci sia dietro l'assalto. Ma non si esclude nessuna pista, dal terrorismo alla matrice anarchica con frange indipendentiste fino a possibili interessi contrapposti su appalti e terreni. Al momento le indagini sono coordinate dalla procura della repubblica di Nuoro, ma se la pista diventasse politica allora l’inchiesta passerebbe alla Dda di Cagliari. I due ricercatori, come spiega il Corriere della Sera, avrebbero dovuto fermarsi due settimane a Lula, dove avevano affittato una casa. Dopo la calorosa accoglienza ricevuta, nulla faceva presagire quello che poi è successo: la prima notte d’agosto qualcuno si è avvicinato all’abitazione, ha cosparso di benzina le auto della coppia e ha innescato il rogo. Le fiamme hanno subito allertato il geologo, accorso fuori insieme ad alcuni vicini. Purtroppo però, al loro arrivo, le fiamme avevano già distrutto un'auto e danneggiato l’altra. Poi, schegge di proiettili sulle pareti della casa.
"Ci sono delle mele marce che non vogliono l’Einstein Telescope nelle gallerie di Sos Enattos — ha detto il procuratore della Repubblica di Nuoro, Daniele Rosa —. La violenza non fermerà questo progetto fondamentale di riscossa per le zone interne della Sardegna sempre più spopolate". Purtroppo, però, le indagini starebbero procedendo a rilento sia per l'assenza di telecamere di videosorveglianza in quella zona sia per la mancanza di testimoni. L'unico dettaglio che potrebbe aiutare gli investigatori è il fatto che loro avessero comunicato a qualcuno dei loro nuovi amici il giorno della loro partenza. Cosa che evidentemente è arrivata all'orecchio di ha compiuto l'agguato. Il responsabile, comunque, non sarebbe uno solo. Potrebbero essere coinvolti almeno quattro soggetti, stando a quanto trapela: un "palo", chi ha coperto la fuga, chi ha sparato e chi ha incendiato le auto.




