Gli ambientalisti ideologici fanno più danni della grandine. Per una volta il Comune di Bologna, guidato dal dem Matteo Lepore, ne aveva pensata una giusta, anche se era meglio non doverla pensare: abbattere un albero, nel caso specifico un platano, in via Lombardi, perché ammalorato e ormai ritenuto pericoloso. L’abbattimento era stato previsto per il 21 luglio ed è stato posticipato per la protesta degli ambientalisti, riuniti in presidio. Poi è successo, l’altra notte, che le raffiche di vento unite alla pioggia battente lo hanno spezzato e il platano è caduto. Fortunatamente l’orario, unito al clima che ovviamente ha tenuto le persone a casa, ha scongiurato il peggio, ma l’albero sarebbe comunque potuto finire sulle auto parcheggiate a distanza ravvicinata.
La pianta, dicevamo, nelle scorse settimane era stato al centro di una plateale protesta da parte di un gruppo di attivisti: il 10 agosto si erano presentati con dei cartelli con scritte di questo tipo: “La vera cura ha radici”, “Gli alberi si curano, non si abbattono” e così via. In un primo momento sembrava che il Comune ci stesse ripensando. Poi però, dopo ulteriori verifiche, il rapporto tecnico non ha lasciato alcun dubbio: «Pericolosità estrema. La valutazione tecnica evidenzia un’elevata probabilità di rottura del fusto».
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Ambientalisti sì, ma prima di tutto pro-Pal: ché sacrosanta la guerra ai combustibili fossili, non sia mai...Dopo l’episodio ha diffuso una nota l’assessore alla Manutenzione della città, Simone Borsari: «Quello che è accaduto è un fatto molto grave e conferma purtroppo le ragioni delle valutazioni tecniche che avevano portato il Comune a disporre l’abbattimento del platano di via Lombardi. L’albero era stato classificato a pericolosità estrema e gli agronomi avevano evidenziato un’elevata probabilità di rottura del fusto. Di fronte alle proteste avevamo scelto di fermarci e di fare ulteriori approfondimenti. Lo abbiamo fatto anche per ascoltare le osservazioni che erano state avanzate». Mai ascoltare i pasdaran ambientalisti.




