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Immigrazione, "sono un soldato di Allah": rispedito in Egitto a tempo record

mercoledì 16 settembre 2026
Immigrazione, "sono un soldato di Allah": rispedito in Egitto a tempo record

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Il governo Meloni non fa sconti e continua a utilizzare il pungo duro nei confronti degli immigrati che costituiscono una minaccia per la sicurezza del nostro Paese. L'ultimo caso riguarda un 44enne straniero per di quale il Viminale ha disposto la scarcerazione, l’espulsione e il rimpatrio in Egitto, il suo Paese d'origine. L'uomo era già detenuto per essersi definito “soldato di Allah” e per aver minacciato di morte il personale della Polizia Penitenziaria. 

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha fatto sapere che il 44enne era "emerso all’attenzione delle autorità durante un periodo di detenzione per aver minacciato di morte il personale della Polizia Penitenziaria qualificandosi come ‘soldato di Allah’. L’uomo si era reso più volte autore di azioni oltraggiose, giustificando i suoi comportamenti in nome di una missione divina". 

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“Dopo la scarcerazione è stato condotto in un Cpr e successivamente imbarcato su un volo diretto verso il suo Paese di origine", ha concluso Piantedosi. La notizia è stata ripresa sui social dalla pagina ufficiale di Fratelli d'Italia, che in un post su Facebook ha voluto ribadire la posizione del governo nei confronti di tali soggetti. "È finito il tempo dell’indulgenza. Chi minaccia la nostra sicurezza e le nostre forze dell’ordine non può restare in Italia", si legge nella descrizione del post. 

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