Al centro del dibattito nel corso dell'ultima puntata de Lo Stato delle Cose, su Rai 3, naturalmente la clamorosa ipotesi emersa dall'inchiesta della Procura di Pavia sull'omicidio di Garlasco. A riportarla è Massimo Giletti: "Sui pedali della famosa bicicletta di Alberto Stasi non ci sarebbe mai stato il DNA di Chiara Poggi. Non solo, si dice che qualcuno dei RIS non avrebbe fatto bene il proprio lavoro, le controanalisi avrebbero infatti dimostrato che le prime analisi fossero sbagliate, ma nessuno pare lo abbia detto".
In studio c'è Luciano Garofano, all’epoca comandante dei Ris dei Carabinieri di Parma, che respinge ogni accusa: "Trovo vergognosa, indegna, ignobile, oltre che fortemente offensiva la strumentalizzazione che si sta facendo oggi sul comunicato della Procura della Repubblica che riguarda le analisi dei pedali. Il RIS non ha omesso, non ha nascosto, non ha depistato, il RIS non aveva alcun interesse se non preferire quello che veniva dalle indagini scientifiche. Il profilo di Chiara sui pedali c’era, nessuno lo può cancellare". E ancora: "Non riesco a capire come sia possibile dire il contrario, non trovo i termini per qualificare i giornalisti e chi sta riferendo cose false, di cui ci si assume la responsabilità penale e civile. Quel DNA su pedali c’è".
Garlasco, ora si ribalta tutto: la reazione dei genitori di Chiara Poggi
Colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. È questa la convinzione dalla quale la famiglia di Chiara Poggi non semb...Giletti controbatte ricordando l'assenza di sangue e l'esistenza di controanalisi da cui emerge che quello non fosse di Stasi, i cui risultati sarebbero stati nascosti. Garofano si giustifica così: "Non le hanno trovate nel fascicolo di Vigevano del 2007, ma sono state consegnate dal RIS a novembre 2025. Non abbiamo nulla da nascondere, altrimenti non sarebbero mai esistite. Non abbiamo mai detto fosse sangue, abbiamo riferito alla dottoressa Muscio che il DNA di Chiara presente sui pedali, che esiste, era ad elevata probabilità da ricondurre a sangue, non abbiamo mai dato la certezza. I risultati negativi di altre due analisi non cancellano quelli positivi, non sappiamo da dove provengano i dati grezzi".
Il conduttore non sembra essere convito: "Nessuno ha pensato di dirlo nel 2007". Garofano fa un’altra precisazione: "La strumentalizzazione fatta oggi fa credere all’opinione pubblica che noi saremmo dei disonesti, è gravissimo perché non è così. Tutte le analisi sono state fatte nel contraddittorio, insieme al capitano Marino c’erano i consulenti della difesa Poggi, il dottor Marzio Capra, e i consulenti del dottor Stasi, quindi il professor Avato e il dottor Fabbri".
"La traccia sul pedale?": come si difende Garofano (e cosa rischia adesso)
Dopo che la Procura di Pavia ha chiuso nuovamente le indagini su Andrea Sempio e sconfessato le analisi sul presunto dna...Giletti conclude ricordando quanto l'idea del sangue sui pedali abbia influito sul destino di Stasi: "Arrestato quel giorno sulla base di un’indicazione precisa, la pm era certa dell’informazione avuta dai RIS. Quel ragazzo è finito in galera, forse era vostro dovere dire che il primo risultato fosse positivo, ma il secondo e il terzo no, lo dovevate dire".




