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Salvatore sparito, svolta choc a Cutro: chi hanno arrestato due anni dopo

giovedì 1 ottobre 2026
Salvatore sparito, svolta choc a Cutro: chi hanno arrestato due anni dopo

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Ci sarebbe un movente economico dietro la morte di Salvatore Giglio, 69 anni, scomparso a Cutro nel settembre del 2024 e mai ritrovato. Ieri mattina, infatti, i carabinieri hanno arrestato la moglie 60enne e il figlio 28enne dell’uomo. Per entrambi le accuse sono di omicidio e occultamento di cadavere. All’epoca la donna aveva denunciato la scomparsa del marito il 28 settembre, una settimana dopo il presunto allontanamento volontario - a suo dire - dell’uomo. Per loro l’accusa è di omicidio e occultamento di cadavere.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere porta la firma del gip di Crotone Elisa Marchetto su richiesta della locale Procura. Il delitto - secondo la ricostruzione degli inquirenti - sarebbe avvenuto al culmine dell’ennesima discussione, scaturita dopo mesi di tensioni e litigi, sulla destinazione che l’uomo, fervente testimone di Geova, intendeva dare ai propri beni, alcuni dei quali, peraltro, già intestati ai figli. A immortalare le fasi salienti della vicenda è stata una telecamera di sorveglianza installata su un’abitazione vicina a quella in cui viveva la vittima con moglie e figlio. Nei filmati registrati alle 12 del 21 settembre 2024 si vede Salvatore Giglio nel cortile della sua abitazione con la moglie accanto. Poi si sentono voci concitate e toni alterati, finché nelle immagini compare il figlio della coppia che entra nell’abitazione con in mano un oggetto non identificato.

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Non è chiaro cosa poi accade in casa, ma due sere dopo, la stessa telecamera inquadra gli indagati mentre caricano su un’autovettura quello che si sospetta possa essere il corpo di Salvatore Giglio che, come emergerà dalle indagini, si sospetta scaricato nelle acque del fiume Tacina. Gi investigatori hanno poi scoperto che la casa in località Steccato di Cutro, all’interno della quale sarebbe avvenuto il delitto, viene ripulita da cima a fondo con litri di candeggina. Solo una settimana dopo, il 28 settembre, la donna si reca alla stazione dei carabinieri di Cutro per denunciare la scomparsa del marito. Madre e figlio parlano poi di un allontanamento volontario, tesi smontata dai carabinieri grazie alle intercettazioni ambientali, al controllo dei tabulati telefonici, ai rilievi scientifici e a diversi testimoni.

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