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Cadoneghe, "Zorro" al posto di "giuro": il caso Cadoneghe dà ragione al sindaco

lunedì 5 ottobre 2026
Cadoneghe, "Zorro" al posto di "giuro": il caso Cadoneghe dà ragione al sindaco

2' di lettura

Quando le chiedono di dire qualche parola in italiano, Rachida Riadi, la donna marocchina a cui il sindaco di Cadoneghe ha negato la cittadinanza, risponde "zorro". Il personaggio ideato da McCulley? Non proprio. Per lei, "zorro" sta per "giuro". Lo si capisce quando i giornalisti di "Fuori dal coro", che l'hanno raggiunta nella sua abitazione in provincia di Padova, le chiedono di ripetere il giuramento che non era riuscita a pronunciare davanti al sindaco: invece di cominciare con "giuro", la donna dice "zorro". 

Se c'era bisogno di un'ulteriore conferma, eccola: la donna non spiccica una parola di italiano. E anche questa volta a parlare per lei è qualcun altro. "Non capisce quello che le dite", spiega il figlio ai giornalisti. "Lei fa la casalinga, mio papà va a lavorare".

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Poi aggiunge: "Nella nostra cultura la mamma resta sempre a casa. La cultura marocchina è così". Come a dire che, uscendo raramente di casa, la donna non ha potuto imparare la lingue, benché viva in Italia da quindici anni. Il figlio, però, riconosce che il sindaco ha fatto bene a interrompere la cerimonia e a non concederle la cittadinanza. 

Lunedì 21 settembre, Marco Schiesaro, sindaco leghista di Cadoneghe, aveva interrotto la cerimonia di giuramento durante la quale Rachida avrebbe dovuto ottenere la cittadinanza, perché la donna non era riuscita a pronunciare la formula. Sottoposta in seguito a un test di lingua italiana, non lo ha superato. Nonostante le proteste di una parte della sinistra e dell'imam della comunità islamica di Padova, la decisione del sindaco si è dunque rivelata corretta, come ha riconosciuto lo stesso figlio di Rachida.

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