Proseguono le indagini sul caso della madre e della figlia morte per avvelenamento da ricina, con nuovi accertamenti previsti in tre istituti scolastici del Molise. Gli investigatori controlleranno oltre cento computer e indirizzi IP per ricostruire eventuali attività informatiche collegate alla vicenda.
Le verifiche interesseranno le scuole in cui hanno lavorato o studiato quattro persone coinvolte nell'inchiesta con ruoli differenti: un'amica di Gianni Di Vita, il marito e le due figlie di Antonella e Gianni.
Il calendario degli accertamenti prevede l'intervento degli investigatori martedì 13 ottobre all'Istituto Agrario di Riccia, mercoledì 14 ottobre al Liceo Scientifico dello stesso comune e giovedì 15 ottobre al Liceo Classico di Campobasso.
Come emerge dai decreti della Procura, nel corso delle indagini sarebbero state individuate ricerche e interrogazioni su piattaforme web considerate di interesse investigativo. Tra i termini cercati figurerebbero "veleno", "ricina" e parole analoghe.
Al momento, tuttavia, gli inquirenti non hanno attribuito queste attività a persone specifiche. L'obiettivo delle verifiche è proprio chiarire chi abbia effettuato le ricerche e attraverso quali dispositivi siano state realizzate.
La squadra mobile ha già acquisito i dati identificativi delle apparecchiature informatiche presenti negli istituti, elencate nei decreti relativi agli accertamenti.
Le operazioni serviranno a verificare eventuali collegamenti tra le attività svolte sui computer scolastici e gli elementi raccolti nell'inchiesta. Si tratta di un passaggio investigativo volto a ricostruire la possibile origine delle ricerche online e a individuare eventuali responsabilità, senza che al momento sia stata accertata la paternità delle navigazioni sospette.




