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Il ragazzo che ha vissuto 3 anni con un freno nella schiena

di Luca Puccinigiovedì 15 ottobre 2026
Il ragazzo che ha vissuto 3 anni con un freno nella schiena

2' di lettura

L’avevano data per persa. Nessuno sapeva più dove fosse finita dopo quella caduta in bicicletta quando aveva appena dieci anni. Oggi, però, che il ragazzino di questa storia è un adolescente 13enne, la leva del cambio della sua bici è sbucata fuori. Da una radiografia alla colonna vertebrale fatta perché da tempo lamentava un dolore a una gamba destra. Ed eccolo lì, quel pezzo di metallo, cinque centimetri e mezzo, visibilissimo dalle lastre, rimasto “incastrato” nella schiena del giovane e probabilmente penetrato nel suo fianco attraverso una piccola ferita a cui, allora, nessuno aveva dato peso. Un mese, due, in tre anni quella dannatissima leva è invece svicolata giù verso la regione lombare fino toccargli una radice nervosa.

Lui, d’altronde, in tutto questo tempo, di sport ha continuato a praticarne parecchio come tutti i ragazzini della sua età e ha condotto una vita normalissima. È invece appena stato operato dai medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro, vicino Roma, che sono riusciti a estrargli il pezzo di metallo dal corpo senza danneggiare (per fortuna) il nervo. Non che l’operazione sia stata una passeggiata, si è trattato di un intervento di chirurgia ad alta complessità, minuzioso, preciso, delicato: ma grazie al cielo è andato per il meglio.

Tutto era cominciato con quella caduta dalla bici. Il bimbo sì, si era ferito al fianco sinistro scivolando per terra e durante l’incidente si era staccata proprio la leva del freno, che mamma e papà avevano considerato persa sostanzialmente senza pensarci più (cosa peraltro abbastanza comprensibile). Chi poteva andare a immaginare quel che poi è stato (soprattutto perché per tre anni di sintomi più o meno seri non se ne sono visti)? Poi, tuttavia, sono arrivati i primi dolori. Inizialmente alla gamba destra, dopo con un fastidio più difficile da localizzare a entrambi gli arti inferiori. Gli esami neurologici sono risultati normali, niente fuori posto. Ma allora cosa poteva essere? È stata la radiografia a far scoprire l’arcano, quando il tecnico di laboratorio ha individuato una sagoma metallica allungata e ricurva tra le costole.

La punta della leva aveva già raggiunto lo spazio tra la terza e la quarta vertebra, proprio accanto al canale dal quale esce una radice nervosa. Va da sé che quella è una posizione rischiosa, la rimozione del metallo avrebbe potuto lesionare il nervo e compromettere addirittura la funzionalità della gamba. A operare il 13enne è stato il professor Leonardo Oggiano, responsabile di Alta specializzazione in Chirurgia vertebrale, dell’équipe di Ortopedia e traumatologia diretta da Pier Francesco Costici. L’intervento è durato circa tre ore: i chirurghi hanno praticato una piccola incisione nella parte posteriore della schiena e raggiunto il corpo estraneo in prossimità della colonna. Prima di estrarlo hanno dovuto creare spazio intorno alla radice e liberarla dalle aderenze che la tenevano a contatto con il metallo. Già la mattina dopo l’operazione il ragazzo si è alzato dal letto. Pochi giorni più tardi è tornato a casa. Ora il suo recupero è completo