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Dl Sicurezza, la stretta anti maranza piace a 6 ragazzi su 10: il sondaggio che annienta la sinistra

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giovedì 22 ottobre 2026
Dl Sicurezza, la stretta anti maranza piace a 6 ragazzi su 10: il sondaggio che annienta la sinistra

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Sei giovani su 10 appoggiano la stretta anti maranza decisa dal governo con l'ultimo decreto Sicurezza: lo rivela l'ultimo sondaggio di Skuola.net. Un risultato, questo, che indica un malcontento diffuso per quanto successo nelle piazze italiane lo scorso weekend, con violenze, devastazioni e saccheggi. Il 58% degli studenti, su un campione di 1.183 under 35 interpellati su Instagram, è d’accordo con i provvedimenti varati in Consiglio dei ministri. Solo il 30%, invece, è contrario alle misure prese e convinto che “non servano a niente”. A questi, infine, si aggiunge un ulteriore 12% che condivide il provvedimento a metà, dichiarandosi “in parte d’accordo: giusto reagire ma così è troppo”.  

Dunque i giovani chiedono maggiore severità, anche nei confronti dei minorenni, veri protagonisti delle ultime violente manifestazioni. E infatti, tra le norme del nuovo pacchetto sicurezza c'è l’estensione dell’arresto in differita anche per i minorenni. “Oggi per un ragazzo tra i 14 e i 18 anni lo Stato deve dimostrare ogni volta che era in grado di capire quello che stava facendo. Noi avevamo già approvato una norma che ribalta questo principio: si presume che fosse in grado di capire quello che stava facendo salvo prova contraria. Quella norma è in Parlamento, ma con il decreto di oggi diventa operativa immediatamente”, aveva spiegato la premier Giorgia Meloni in un video sui social subito dopo l'approvazione del provvedimento in Cdm. 

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Tra le novità inserite nel decreto, c'è poi il fermo preventivo che si potrà applicare anche ai minorenni; oltre alla stretta sui danni e i saccheggi di chi va in piazza per distruggere e non per manifestare dissenso. “Applichiamo un principio semplice: chi rompe paga, e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori”, aveva spiegato la presidente del Consiglio. Il decreto, poi, introduce anche un nuovo tipo di reato, ovvero la partecipazione violenta a una manifestazione. “Tradotto - le parole della premier - se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”.

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