Linea dura, senza paura. Prima di sforzarsi per capire i giovani teppisti che hanno devastato il centro di Milano e di altre città, sabato scorso, e hanno in programma di ripetersi dopodomani, lo Stato dovrebbe impegnarsi per far comprendere a loro che hanno sbagliato. E il mezzo giusto sono le maniere forti. Questo pensa la maggioranza degli italiani sull’emergenza saccheggi e maranza. Non è tempo di sociologi, preti, assistenti sociali e buonisti ma è tempo di una reazione ferma e rapida: primo sopravvivere, quindi filosofare.
Il sondaggio realizzato da Only Numbers per Filo Rosso, la trasmissione di Antonino Monteleone in onda il martedì sera su Raitre, non lascia dubbi a riguardo. Il 55,8% degli intervistati ritiene che le piazze che degenerano in violenza vadano innanzitutto condannate senza se e senza ma. Soltanto il 37,8% concede che andrebbero anche ascoltate. Sono i numeri di un’opinione pubblica spaventata e satura di inconcludenti prediche perdoniste, che vede l’elettorato di centrodestra compatto sulla fermezza (77,3%), una strategia suggerita anche da oltre un terzo (37,9%) di chi si identifica nel campo largo. Bene quindi per il 66% (93,3% tra i sostenitori della maggioranza, ma 44,5% anche tra quelli dell’opposizione) la decisione del governo di varare misure più severe per la gestione dell’ordine pubblico Indicativo anche che solo il 17,4% del campione esaminato (che sale al 24,7% tra gli elettori del campo largo e cala al 12,1% se si prendono in esame quelli che sostengono l’attuale governo) identifichi nel disagio sociale la ragione delle razzie mentre il dato di chi individua il motivo principale nel problema educativo è quasi doppio (30,4%). Naturalmente l’insieme dei due fattori è la risposta che ha trovato più pareri favorevoli (48,2%). Educazione sì quindi, ma attraverso norme decise che agiscano tanto in funzione di prevenzione quanto come repressione.
Sondaggio Ghisleri, "il 66 per cento": sinistra ko su piazze e maranza
La pazienza degli italiani davanti alle piazze che si trasformano in teatri di violenza è finita. Quando le prote...«Perfino nell’elettorato tradizionalmente più attento ai temi sociali emerge una richiesta significativa di regole severe», ha spiegato Alessandra Ghisleri, illustrando i dati portati a Filo Rosso. Attenzione però, ha aggiunto la regina dei sondaggisti, «non è una questione di destra o sinistra, ma di responsabilità e inclusione sociale: l’obiettivo è fare in modo che i ragazzi che si sono resi protagonisti delle violenze arrivino a sentirsi parte della società, e conseguentemente a capire quali sono i loro doveri, oltre ai loro diritti». La giovane età dei protagonisti delle violenze, nonché il fatto che essi non siano politicizzati sono in realtà due buone notizie, perché significa che sono recuperabili; tutto sta nel non fare lo sconti e nell’indicargli la giusta via.
La sostanza dell’analisi è che gli italiani di seconda generazione, i figli degli immigrati, non hanno avuto dei genitori capaci di trasmettere loro i valori costitutivi del nostro Paese. Non c’è da stupirsi, visto che chi arriva qui li ignora e la predicazione progressista ha sempre considerato l’integrazione come un arretramento di principi e della cultura italiana rispetto a quella degli stranieri che vengono da noi. Per quanto riguarda gli altri teppisti, quelli provenienti da famiglie italiane da sempre, che pure sono una parte consistente, il mancato passaggio generazionale dei valori su cui dovrebbe basarsi la nostra società non è solo dovuto all’influenza negativa dei social, ma anche al suicidio dell’Occidente, che ha rinnegato se stesso e i propri principi, sacrificandosi sull’altare della globalizzazione senza frontiere. Resta da capire se gli scontri in piazza fanno meglio al governo o all’opposizione.
Certo il campo largo soffia sul malcontento, funzionale a creare un clima di tensione che dia l’impressione che la situazione del Paese stia sfuggendo di mano alla maggioranza. La storia del nostro Paese però dice che l’instabilità e il clima da guerriglia porta acqua al mulino delle forze conservatrici. Quanto alla capacità della politica di dialogare con i ragazzi violenti, un altro sondaggio, realizzato per L’Aria che tira da Renato Mannheimer, ha indicato in Giorgia Meloni il leader di partito che le nuove generazioni percepiscono come più vicino alle proprie istanze. Con il favore del 25% degli intervistati, la premier lascia indietro sia Elly Schlein (16%), sia Giuseppe Conte (15%). Quarto è Roberto Vannacci (9%), mentre la vasta galassia dei leader centristi ottiene risultati pressoché insignificanti.




