Libero logo

Il flop di Pd, Cgil e pro-Pal in piazza contro il governo

di Andrea Muzzolongiovedì 22 ottobre 2026
Il flop di Pd, Cgil e pro-Pal in piazza contro il governo

3' di lettura

Oltre a scarpe e felpe di Nike e Adidas, nel weekend i maranza di piazza Duomo devono aver fatto incetta anche di tricolori. Non si spiega altrimenti la totale assenza di bandiere italiane al presidio indetto dalla Cgil - e rilanciato da tutto il campo largo per condannare le violenze avvenute sabato e domenica scorsa nel capoluogo lombardo. O meglio, nei fatti per contestare le misure messe in campo dal governo dopo la guerriglia. La folla accorsa davanti al Comune, non è certo quella delle grandi occasioni. Circa duecento persone si sono accalcate in un lato della piazza dove era stato posizionato il gazebo del sindacato. Segno che quando vengono meno le truppe di centri sociali e movimenti pro-Pal, la forza di piazza dei progressisti viene meno.

SFILATA
Presente tutta la nomenclatura della sinistra meneghina; poi poco altro. Più che un momento per condannare la violenza, quella di ieri sera è stata una passerella per gli aspiranti candidati sindaci della sinistra. Tutti presenti, tutti in prima linea a stringere qualche mano, farsi scattare qualche foto e rilasciare un’intervista. Il leitmotiv è lo stesso degli ultimi mesi: la discontinuità da sé stessi. Se quindi l’attuale sindaco Beppe Sala, dopo il summit in Prefettura a cui ha partecipato anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha commentato «in maniera positiva l’arrivo dell’esercito», i suoi aspiranti successori hanno bocciato senza appello la scelta del governo. La solita accozzaglia di “ma” e “però”, da cui si è sfilata Azione poiché «i contorni politici e organizzativi sono risultati poco chiari, con anche dei tentativi di intestazione della Piazza a vario titolo».

Landini, la Cisl inchioda la Cgil: "Perché lo sciopero generale è sbagliato"

"Pur rispettando le decisioni delle altre confederazioni, il Consiglio non condivide il ricorso allo sciopero gener...

Contro la linea del primo cittadino si è espresso il capogruppo dem in Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino: «Io credo che non sia una risposta giusta, ritengo che abbia detto cose molto sagge l’ex capo della polizia Franco Gabrielli, quando ha dichiarato che non servono questi militari, ma agenti di polizia e, aggiungo io, educatori». Sulla stessa linea la vice del sindaco, Anna Scavuzzo, che avrebbe «preferito che l’impegno fosse per 500 poliziotti o carabinieri, che sappiamo essere oggi in grande carenza nelle nostre città».

Sebbene a sinistra il mantra sia quello di far passare le contromisure adottate dal governo come una sorta di militarizzazione della città, è lo stesso Sala a smentire questo scenario: «Si parla di tre mesi per cui non stiamo immaginando di militarizzare la città ma in questo momento, in queste settimane delicate, credo che i militari servano», ha spiegato in piazza della Scala. Non ci sente l’ala più estremista della coalizione. In una nota congiunta, Lorenzo Pacini, Carlotta Cossutta e Tommaso Goisis, tutti candidati alle primarie, attaccano: «Dobbiamo trovare la forza di parlare con i giovani e contrastare i disegni della destra che vuole militarizzare Milano e le altre città, diffondendo la paura e soffocando il dissenso». Un fronte comune, quello dei tre, che potrebbe aprire la strada ad alleanze anche in vista della gazebata per scegliere chi correrà per il dopo Sala.

DiMartedì, la profezia della sindacalista della Cgil: "Cosa mi auguro"

C'è chi soffia sul fuoco. E addirittura c'è si era augurato che l'Italia seguisse l'esempi...

IMPALPABILE
Un po’ in disparte, dopo mezz’ora dall’inizio del presidio è comparso anche Mario Calabresi. Un rapido giro, una stretta di mano con Majorino e pochi minuti con i giornalisti in cui ha attaccato il centrodestra sostenendo «che questi fatti sono stati usati per la campagna elettorale, cercano di essere usati anche per negare un vero dibattito su quelli che sono i problemi in questo momento che ci sono a Milano, ma che ci sono in tutto il Paese». Per il resto, impalpabile. Un po’ come la piazza convocata dalla sinistra. Se il campo largo ha fatto flop, peggio è andata a Futuro Nazionale. A poche centinaia di metri dalla piazza rossa, si sono dati appuntamento i vannacciani per esprimere solidarietà alla polizia. Presenti, però, più giornalisti e polizia che militanti. Una ventina di persone si sono posizionate dietro uno striscione che chiedeva “tolleranza zero” e hanno intonato qualche coro prima di disperdersi.

Milano, la Cgil dopo i disordini invoca un'altra piazza per "contrastare le disuguaglianze"

Niente, la Cgil evidentemente non ha ancora capito. E dopo i cortei sfociati in violenze, il sindacato di Maurizio Landi...