Undici lunghi anni dal giorno in cui la Cassazione confermò la sua condanna, dichiarandolo “oltre ogni ragionevole dubbio” colpevole di aver ucciso la sua fidanzata Chiara Poggi. Ieri per Alberto Stasi è il giorno in cui il nastro del film inizia a riavvolgersi, per raccontare una storia diversa. Secondo la Procura di Pavia quella sentenza fu un terribile errore giudiziario. La richiesta di rinvio a giudizio di Andrea Sempio è per Stasi la conferma di quanto lui in questi anni non ha mai smesso di sostenere: sono innocente, non ho ucciso Chiara. Non è caduta dal cielo, la svolta. È stato lui, Stasi, con i suoi difensori prima il grande Angelo Giarda, poi Giada Bocellari e Antonio De Rensis - a non darsi per vinto. Sono state le sue indagini difensive, i suoi detective, i suoi consulenti, a tessere la tela in cui adesso la Procura di Pavia è convinta di avere intrappolato Sempio. Difesa oggi certa che il rinvio a giudizio di Sempio «segna un passaggio decisivo di un’indagine seria e penetrante» da parte della procura di Pavia e che così si riscrive «totalmente la storia dell’omicidio di Garlasco».
Molto si è polemizzato, in questi mesi di nuova inchiesta, sull’asse che avrebbe collegato la Procura di Pavia allo staff difensivo di Stasi: come se a dirigere di fatto l’inchiesta, anziché i pubblici ministeri, fossero stati gli avvocati del condannato. La realtà è più semplice: il lavoro dei legali di Stasi è stato vagliato punto per punto dai pm pavesi, e sono stati i consulenti della Procura a firmare le analisi decisive per l’incriminazione di Sempio. Alla difesa di Stasi resta il grande merito di averci visto giusto, partendo da una intuizione semplice: dopo la condanna definitiva di Alberto, l’unica strada per la sua riabilitazione poteva passare solo per la scoperta di un colpevole alternativo. Nasce così l’indagine di Skp, l’agenzia privata assunta da Stasi, che porta verso Sempio. È l’indagine che parte da elementi trascurati nelle prime indagini, e saltati a vista nel primo rapporto di Skp: il telefono di Sempio che nelle ore in cui dichiara di essere stato a Vigevano continua ad agganciare la cella di Garlasco. Poi arriva tutto il resto, le prime riletture dei profili social di Sempio, il dna prelevato al bar, le controanalisi delle impronte: mattoni su cui poi la Procura costruisce il suo castello accusatorio. Stasi sta finendo di scontare la sua condanna in affidamento ai servizi sociali, praticamente da uomo libero.
Due assassini e una domanda
Visualizza questo post su Instagram ...Il suo unico obiettivo è ottenere la revisione della sentenza che lo ha condannato, non la condanna di Sempio. Ma è chiaro che già la richiesta di rinvio a giudizio avanzata ieri dalla Procura di Pavia per il nuovo imputato, e ancora di più un eventuale rinvio a giudizio di Sempio da parte del giudice preliminare, sono destinati a costituire un fondamentale sostegno alla richiesta di revisione cui la Bocellari e De Rensis stanno lavorando da mesi; e potrebbero scavallare gli ultimi dubbi anche del procuratore generale di Milano Francesca Nanni, che da sei mesi sta valutando se avanzare anche lei una analoga richiesta di revisione: che avrebbe peso assai maggiore dell’istanza delle difese. Due colpevoli non ci possono essere, questo è il punto.
A dimostrazione dell’innocenza di Stasi, spiegava nei giorni scorsi De Rensis, ci sono nuove prove che non hanno come effetto collaterale incastrare Sempio: si pensi solo alla scoperta delle analisi tenute nascoste dai carabinieri del Ris, quelle che smentivano la presenza del Dna di Chiara sulla bicicletta del fidanzato, e che sarebbero di per sè sufficienti a avviare un iter di revisione; o la scoperta che il tappeto dell’auto di Stasi venne sventolato all’aperto prima di esaminarlo, falsando così un’altra analisi che ebbe molto peso nella condanna del 2014. Sono tutti elementi che tolgono Stasi dalla scena del delitto, ma non vi collocano Sempio.
Garlasco, Andrea Sempio ancora intercettato: "Le ho bruciate tutte"
Richiesta di processo e intercettazioni: Andrea Sempio è (sempre più) nei guai. Mentre la Procura di Pavia...Ad accavallare le due inchieste, e intrecciare per sempre il destino dei due ex ragazzi, sono invece i risultati scientifici delle nuove indagini della Procura pavese: a partire dalla consulenza della anatomopatologa Cristina Cattaneo, che rilegge in profondità la scena del crimine e l’autopsia di Chiara, stabilendo che gli schizzi di sangue sui muri sono compatibili con la struttura fisica di Sempio, che è grosso il doppio di Stasi; e stabilisce una durata dell’aggressione assai più lunga del delitto-lampo ipotizzato fino ad ora. Se alle 10 Chiara era ancora viva, Alberto Stasi è sicuramente innocente. Sempio invece un alibi non ce l’ha.




