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La difesa di Sempio pronta a chiedere lo stop dell'udienza davanti al gup

di L.F.giovedì 5 novembre 2026
La difesa di Sempio pronta a chiedere lo stop dell'udienza davanti al gup

3' di lettura

La vittima è sempre la stessa, Chiara Poggi. Il delitto però è completamente diverso: nel movente, nella dinamica, nella durata. Adesso che la richiesta di rinvio a giudizio di Andrea Sempio, avanzata martedì dalla Procura della Repubblica di Pavia, chiude il primo capitolo dell’inchiesta-bis sul delitto di Garlasco, emerge tutta la distanza che separa il lavoro dagli inquirenti compiuto nel 2007, all’epoca del delitto, e poi a partire nel 2014, che approdò alla condanna di Alberto Stasi, dalla nuova ricostruzione compiuta dai pm pavesi guidati da Fabio Napoleone e dal suo vice Stefano Civardi. Una distanza la cui conseguenza logica è immediata: se è corretta la nuova versione del delitto, Alberto Stasi è innocente. La lunga sequenza, in cinque fasi distinte, dell’aggressione a Chiara occupa un tempo molto più lungo dei 23 minuti che furono la finestra massima compatibile con l’alibi di Stasi: che avrebbe compiuto il delitto, si sarebbe lavato e sarebbe tornato a casa tra le 9,12, quando Chiara apre la porta, e le 9,35, quando lui riaccende il computer di camera sua.

L’accusa a Sempio ha come corollario inevitabile l’innocenza di Stasi. È per questo che il percorso del processo a Sempio si intreccia senza scampo con l’iter della revisione della condanna a Stasi: una revisione che, a questo punto, potrebbe arrivare in tempi brevi. L’iter per la revisione della condanna definitiva che nel dicembre 2015 portò l’ex fidanzato di Chiara dietro le sbarre è pronto a partire. Nei prossimi giorni i due legali del condannato, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, depositeranno la loro istanza alla Corte d’appello di Brescia, competente per territorio. L’istanza della difesa arriverà sul tavolo di un magistrato che conosce bene molti dei colleghi coinvolti: Giovanna Di Rosa, presidente della Corte d’appello di Brescia, per molti anni a capo del tribunale di sorveglianza di Milano.

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A Pavia nel frattempo la richiesta di rinvio a giudizio contro Sempio sta già muovendo i suoi primi passi. L’intero fascicolo di inchiesta è stato trasmesso dalla Procura all’ufficio del giudice preliminare Luigi Riganti, cui la difesa di Sempio si prepara a chiedere la sospensione dell’udienza in attesa dell’esito dell’istanza di revisione di Stasi. Se anche l’udienza preliminare riuscisse a prendere il via la sua durata è del tutto imprevedibile, perché non si tratterà solo di uno scontro tra Procura e difesa ma anche di una battaglia tra consulenti scientifici che in questi mesi hanno sostenuto tesi diametralmente opposte, tra le quali il giudice dovrà riuscire a districarsi. Consulenze sulle scarpe, sulle impronte, sui computer, su tutto. Il terreno decisivo si annuncia l’analisi medico-legale sulla morte di Chiara, stilata per conto della Procura dalla dottoressa Cristina Cattaneo.

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Il capo di imputazione contro Sempio, dettagliato e impressionante, è la trascrizione quasi integrale delle conclusioni fornite dalla Cattaneo ai pm: alla vecchia versione di un'aggressione improvvisa e fulminea, viene contrapposta una sequenza spezzata in cinque momenti diversi. C’è una “iniziale colluttazione” a mani nude tra il colpevole e Chiara, scatenata dal “rifiuto del suo approccio sessuale”; poi l’assassino impugna un’arma e colpisce Chiara in faccia facendola cadere a terra; lei si mette carponi per proteggersi ma viene colpita di nuovo sulla tempia sinistra. Chiara sviene, l’assassino la trascina verso le scale, la spinge in fondo. A quel punto Chiara è ancora viva, nessuno dei colpi ricevuti è mortale, ma l’assassino non può permettersi che lei si riprenda. E lì la finisce con quattro colpi di violenza brutale. È una sequenza agghiacciante, destinata a produrre una richiesta di ergastolo. Ma la difesa di Sempio la contesta dall’inizio alla fine.

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