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Ciro Grillo, "processo da rifare": clamoroso giallo in tribunale, manca un firma

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sabato 7 novembre 2026
Ciro Grillo, "processo da rifare": clamoroso giallo in tribunale, manca un firma

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È fissata per giovedì 12 novembre, alle 9, l'udienza in Corte d'appello a Sassari del processo a Ciro Crillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia, i quattro amici genovesi condannati in primo grado dal Tribunale di Tempio Pausania per la violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa 19enne italo norvegese avvenuta nel luglio 2019 a Porto Cervo. Saranno i giudici dell'appello a passare al vaglio le obbiezioni presentate dal pool di legali difensori che, tra le altre motivazioni, chiedono di valutare la mancanza della firma di uno dei tre giudici nella sentenza.

Da quanto appreso dall'ANSA, si tratterebbe di un caso mai verificatosi in giurisprudenza: tutti e tre i giudici del collegio, presieduto da Marco Contu con a latere Marcella Pinna e Alessandro Cossu, risultavano essere gli estensori, prendendo parte attivamente alla stesura della sentenza, di oltre 72 pagine. Ma le firme presenti sono solo due. Mancherebbe quella del giudice Alessandro Cossu, trasferito ad Asti poche settimane prima dell'ultima udienza a Tempio Pausania. La sentenza potrebbe risultare, dunque, nulla. I giudici dell'appello devono chiedere ora al giudice Cossu di apporre la firma mancante. Nel caso in cui questo non avvenisse, e il giudice ora ad Asti decidesse di non firmare quella sentenza, giovedì i magistrati di Sassari potrebbero valutarne l'annullamento. In primo grado erano stati inflitti otto anni a Grillo, Lauria e Capitta, e sei anni e sei mesi a Corsiglia.

"Nullità della sentenza di primo grado per mancanza della sottoscrizione da parte dell'estensore". È la richiesta avanzata - come riportano Il Secolo XIX e Repubblica - dagli avvocati di Ciro Grillo e dei suoi tre amici genovesi, tutti accusati per stupro di gruppo (e condannati in primo grado dal Tribunale di Tempio Pausania). Alla vigilia dell'avvio del processo di Appello a Sassari i legali hanno depositato un documento nel quale si evidenzia che la sentenza di primo grado "reca esclusivamente la sottoscrizione da parte del presidente (Marco Contu) e di uno solo dei due giudici indicati come estensori". Secondo gli avvocati "la mancata sottoscrizione di un estensore determina un vulnus che non può essere degradato a mera irregolarità ma che determina la nullità della sentenza che deve essere restituita al Tribunale di Tempio Pausania per la rinnovazione dell'atto nullo". I difensori chiedono pertanto che la sentenza sia riscritta.