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Beppe Sala, la movida diventa il nuovo problema del sindaco

La maggioranza è critica sui divieti imposti alle attività: nel Pd c'è chi critica il sindaco per gli ultimi provvedimenti
di Andrea Fatibenemercoledì 10 giugno 2026
Beppe Sala, la movida diventa il nuovo problema del sindaco

3' di lettura

Prende il via domani l’ordinanza sindacale che tenterà di mettere un freno alla movida selvaggia nei quartieri più caldi dell’estate meneghina. L’obiettivo dell’ordinanza, che rimarrà in vigore fino al 2 novembre, è quello di tutelare la tranquillità di aree dove durante i weekend estivi si fatica a garantire il riposo dei residenti. Un’ordinanza che, seppur non sia una novità per Palazzo Marino, è diventata l’ennesima occasione per mostrare un’altra frattura interna alla maggioranza. Questa volta la voce fuori dal coro è quella di Michele Albiani, consigliere comunale del Partito Democratico e presidente della commissione Sicurezza, Coesione Sociale e Vita Notturna, che non nasconde il suo dissenso rispetto all’ordinanza. «Ero già contrario a questo provvedimento nella sua impostazione complessiva», spiega Albiani, «e lo sono ancora di più oggi, dopo averne letto il testo definitivo. 

Le restrizioni nell’area Lazzaretto-Melzo vanno ben oltre quanto necessario per rispondere alla sentenza del Tribunale: il divieto di asporto di qualsiasi alimento e bevanda, anche analcolica, dalle 22 alle 6, insieme alla chiusura obbligatoria dei plateatici a mezzanotte, colpisce in modo indiscriminato attività che non hanno nulla a che fare con i fenomeni che si intende contrastare».

Secondo il consigliere dem, i dehors, tra i principali destinatari delle restrizioni previste dall’ordinanza, non sarebbero il vero problema. «Eliminarli non risolve nulla, sposta il problema. Ma il vizio più grave è di metodo», prosegue Albiani. Sarebbero state incluse nell’ordinanza nuove zone, tra cui via Pietro Crespi e Bicocca, che non comparivano nell’avvio di procedimento del 16 maggio e che quindi non hanno potuto essere oggetto di osservazioni da parte delle categorie interessate. 

Un problema serio per chi ha firmato contratti stagionali, programmato il personale e stipulato accordi con fornitori sulla base delle regole precedentemente comunicate e che oggi si trova a dover ricominciare da capo nel giro di quarantotto ore. A fargli da megafono anche il Pop di via Tadino, locale di riferimento della comunità Lgbt: «In due mandati dell’amministrazione Sala, il quartiere arcobaleno è stato progressivamente impoverito dei suoi spazi di aggregazione e socialità», scrivono sulle loro pagine social.

«Anche sul principale provvedimento per la gestione della movida la sinistra va in tilt», interviene Manfredi Palmeri, capogruppo lista civica Bernardo. «Ormai sui fondamentali questa maggioranza non c’è più. Le parole del presidente della commissione Sicurezza, espressione del Pd, sono durissime contro la Giunta, ben al di là di una possibile critica». Stessa linea per Fratelli d’Italia. «Dopo anni in cui residenti ed esercenti hanno segnalato problemi legati a degrado, schiamazzi, abusivismo e carenza di controlli, il Comune sceglie ancora una volta la strada più semplice: introdurre nuovi divieti e limitazioni. Una soluzione che rischia di penalizzare chi lavora e chi vive il quartiere senza affrontare realmente le cause delle criticità», commenta Deborah Dell’Acqua, vice coordinatore cittadino di FdI. 

«La sicurezza e la vivibilità dei quartieri», conclude, «non si garantiscono abbassando le serrande o limitando i plateatici, ma attraverso una presenza costante sul territorio, controlli efficaci e una strategia chiara di prevenzione e presidio urbano». Ma quella sull’ordinanza non è l’unica frizione che attraversa il centrosinistra milanese in questi giorni. Oltre ad Albiani, infatti, è critico anche il collega Alessandro Giungi, che contesta il nuovo progetto sul campo sportivo del XXV Aprile, dove c’è una proposta di partenariato pubblico privato che l’amministratore comunale avrebbe stravolto completamente pur confermando che essa rivesta un interesse pubblico.