Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano... Soprattutto quando fa comodo. Chiedere a Beppe Sala che dopo 10 anni - quasi 11 - da sindaco di Milano con una maggioranza trainata dal Pd, si è riscoperto un dem. Tant’è che giovedì, all’inaugurazione della Festa dell’Unità meneghina, ha annunciato l’intenzione di prendere la tessera del Pd e di voler votare Elly Schlein alle primarie del campo largo. Come detto, certi amori fanno giri immensi. Tutto cominciò nel 2015, quando il nome di mister Expo iniziò a circolare come papabile candidato su impulso dell’allora segretario dem Matteo Renzi.
«Il Pd è il mio partito di riferimento, ma io sono un esterno che vuole parlare di Milano», disse Sala annunciando la volontà di scendere in campo. Lui che, in quel momento, aveva l’impellente necessità di togliersi le stigmate di ex city manager di Letizia Moratti. Con il tramontare della segreteria renziana, anche il suo feeling col Pd è andato via via affievolendosi. Sono seguiti anni di frizioni: urbanistica, San Siro, Israele, perfino gli ambrogini d’oro. In due mandati Sala e la sua maggioranza hanno litigato un po’ su tutto. Addirittura, il primo cittadino annunciò l’intenzione di aderire ai Verdi.
Ora è risbocciato l’amore. Guarda caso, a pochi mesi dalla fine del mandato, con Sala in cerca di una nuova sistemazione. Oggi l’onda lunga di Expo, che 10 anni fa gli aveva spalancato più di una porta, è solo un lontano ricordo. Per questo, la tessera del Pd può tornare utile. Già giovedì Sala ha fatto capire quale sarebbe la sua aspirazione: «Non svegliamoci a ridosso delle elezioni, il timing è fondamentale, la Lombardia storicamente è a destra ma è una Regione che con un percorso e i tempi giusti si può conquistare». Se non un’autocandidatura, quasi. Del resto, il sindaco non pecca sicuramente di modestia e non è un mistero accarezzi il sogno di essere il primo a battere il centrodestra in Regione.
L’alternativa potrebbe essere un comodo scranno in Senato: da anni, infatti, il sindaco è in cerca dello spiraglio giusto per affacciarsi sulla politica nazionale. Le parole al miele nei confronti di Schlein non sono passate inosservate, specie perché la segretaria non pare proprio il prototipo di leader in grado di stuzziare la fantasia di Sala. Ma in cambio della casella giusta, il fu mister Expo potrebbe mettere a disposizione dell’aspirante presidente Elly una rete di contatti non indifferente. E qui comincia tutta un’altra partita...




