Due battute, fra le tante, danno il senso di una giornata particolare in cui lo Stato, a Milano, ha fatto lo Stato. La prima è d’ordinanza (molto amata dalla sinistra radical chic che da sempre ce l’ha nel proprio arsenale): «Guarda là, più forze dell’ordine che manifestanti». Se fossero state poche si sarebbero lamentati per l’esiguità. La seconda, invece, è vergata con la penna intinta nel curaro: «’Sti maranza, ladri sì, ma mica scemi eh». E sì, perché in piazza Duomo le scene orribili dello scorso fine settimana, quando i negozi sono stati vandalizzati e saccheggiati, non si sono ripetute. Il dispiegamento delle forze dell’ordine, supportate dai parà della Folgore, con il certosino lavoro degli agenti della Digos nell’opera di prevenzione e controllo delle persone sospette, ha stroncato sul nascere le cattive intenzioni, laddove ci siano state davvero, dei maranza duri e puri. Stavolta, probabilmente, Alì e i quaranta ladroni non sono nemmeno arrivati in città.
Dunque la presenza in strada delle divise, il presidio delle stazioni, sia ferroviarie che della metro, ha dimostrato che la battaglia contro la barbarie del nuovo millennio si può vincere. Basta usare i mezzi a disposizione. Certo, la paura di rivivere quanto accaduto sabato scorso, con scontri disordini, c’era eccome. Soprattutto fra i commercianti divisi fra lavorare o chiudere.
Ma vedere i 500 paracadutisti della brigata Folgore sparsi per le vie del centro, i mezzi blindati dell’Esercito (i famosi Lince) parcheggiati in piazza Duomo, ha fatto da borsa del ghiaccio, facendo scendere subito la temperatura. L’intervento della Polizia postale, poi, che ha individuato la “mente” della pagina Instagram e dei canali Telegram, ha definitivamente cambiato le carte in tavola, lasciando lo spazio di manovra ai soli due cortei del giorno, terminati in un’unica mobilitazione. Quel pezzo di sinistra fintamente pacifista, terzomondista come da tradizione e filo palestinese per vocazione, con i pro-Pal nel cuore, come poteva rinunciare alla piazza? Doveva tenere alta la bandiera di Gaza, più che quella della sinistra (avvisate Elly Schlein).
Ovviamente il raduno dei collettivi studenteschi di sinistra, con i centri sociali e qualche antagonista dell’area anarchica non ha toccato piazza Duomo, preferendo usare l’area del Castello Sforzesco come polo d’attrazione. Alla fine nessun corteo è stato annunciato e un presidio spontaneo, perlopiù di studenti che dopo una trattativa con la polizia hanno iniziato a marciare, si è formato davanti al Teatro Strehler, in zona Lanza, tra cori contro la premier Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini e cartelli con scritte come “La libertà è un nostro diritto”. I mezzo a loro vari esponenti dem, come il candidato sindaco Pierfrancesco Majorino, e il giornalista del Fatto, Gianni Barbacetto. Dall’altra parte della città, davanti al Politecnico di Milano, l’unica mobilitazione annunciata contro la guerra e il sionismo si è riunita con bandiere palestinesi e i vessilli di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Usb e Cambiare Rotta. Finito il presidio, anche qui è partito un corteo, dove i presenti, prevalentemente studenti, sono aumentati in modo significativo con il passare dei minuti, e hanno camminato, mentre i commercianti abbassavano le saracinesche, fino a Corso Venezia, dove sono stati respinti con qualche momento di tensione con le forze dell’ordine all’altezza di via Borghetto. I due cortei si sono poi riuniti in un unico grande fiume, che è arrivato a toccare le 10mila persone, diretto in piazza Leonardo Da Vinci.
In centro, dove un gruppo non organizzato di una trentina di ragazzi con le bandiere italiane voleva presidiare e, nel caso, «rispondere anche con la violenza» al grido di “remigriamoli tutti”, la situazione è rimasta tranquilla per tutto il pomeriggio.
Il tutto mentre il sindaco del capoluogo lombardo, Beppe Sala, che ieri mattina ha fatto shopping in centro come segno di normalità e di vicinanza ai commercianti, controllava l’evolversi della giornata dalla centrale di Polizia Locale di piazza Beccaria. A fine giornata il bilancio delle operazioni condotte dalla Polizia: in Italia sono state arrestate 9 persone, 87 denunciate, 371 accompagnate e fermate presso gli uffici, di cui 110 minorenni e 69 stranieri. Le persone identificate sono state 4.292. «Voglio ringraziare le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che nelle piazze italiane hanno lavorato per garantire la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare pacificamente, nonostante i tentativi di alcuni violenti di provocare scontri e disordini», afferma la premier, Giorgia Meloni, «un ringraziamento al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ai prefetti, ai questori e a tutti coloro che hanno coordinato e gestito le operazioni di ordine pubblico. Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza».
Ecco se lo Stato fa lo Stato, come ha fatto ieri a Milano, ma anche nelle altre città, i maranza non possono far altro che maranzare fuori dal centro. Solo la sinistra sfascita, a quel punto, recita a soggetto, come nella commedia dell’arte. Ma senza, l’arte, solo la commedia...




