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Vittorio Feltri, la verità dietro gli attacchi della Chiesa a Matteo Salvini: "La Madonna, Gesù e i Santi"

Giulio Bucchi
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Sia chiaro, non sono mai stato anticlericale, anzi ringrazio gli oratori dove sono cresciuto e diventato adulto, ringrazio altresì monsignor Angelo Meli, che è stato per me un professore (una volta si diceva precettore) fenomenale, il quale mi ha insegnato tutto il poco che so. Quindi l'articolo che sto per scrivere non è un insulto alla Chiesa e ai suoi uomini, ma una lamentala che esprime un dolore. Mi sono accorto tardivamente che i vescovi ce l' hanno a morte con Salvini perché nei suoi comizi a un certo punto brandisce il rosario e bacia il crocefisso con la stessa passione con cui bacia la signorina Verdini, la sua morosa. Lo rimproverano come se commettesse un sacrilegio, tra un po' forse lo scomunicheranno, cosa che se toccasse a me non mi fregherebbe un tubo. Mentre a Matteo darebbe assai fastidio poiché è consapevole che i voti cattolici contano e pesano quanto quelli degli allocchi di sinistra. Leggi anche: "No alle navi dei migranti ma...". Papa Francesco a valanga su Salvini: che carta si gioca Ora però scopro (oggi pubblichiamo un articolo significativo in proposito) che in Puglia, zona San Giovanni Rotondo, dove Padre Pio continua ad affascinare il popolo dei fedeli, infuriano i commerci di Santini e generi affini. L'organizzazione, diciamo pure ecclesiale, è talmente professionale da fare concorrenza all'Esselunga. Vende più roba di un supermercato e consente alla Chiesa di incassare montagne di denaro. Nulla di male, per carità. Senza soldi è impossibile fare beneficenza. Il punto è un altro. I vari porporati, che attaccano la Lega perché ha un leader bigotto e dedito alla preghiera nonché a manifestazioni in favore del cristianesimo attivo, deplorando lo sfruttamento della religione a fini politici, scordano che lo scudo crociato fu fondato da don Sturzo, un sacerdote con i controcoglioni. Mi domando perché questi abbia potuto dominare l'Italia col suo personale partito cattolicissimo e, invece, Salvini non sia autorizzato a emularlo solo in quanto non ha frequentato il seminario. Il Vaticano e dintorni non penso abbiano il monopolio di Gesù, della Madonna e dei Santi, per cui cessino in fretta di vantare l'egemonia della terra e del cielo rivendicando il diritto di padroneggiare la materia spirituale quasi fosse una loro esclusiva. Salvini non vale meno di un curato anche se non è stato consacrato da un vescovo. La Chiesa si occupi pure dei propri interessi economici legati allo sfruttamento di Padre Pio, tuttavia eviti di proibire ad Alberto da Giussano di sbaciucchiare il crocefisso. Se Dio è di tutti, a parte me, lo è altresì del Carroccio e non soltanto dei parroci.  di Vittorio Feltri

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