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Chiuse le indagini su Gasparriper un presunto prelievoda 400 mila euro dai conti del Pdl

Maurizio Gasparri

Stamattina i finanzieri hanno notificato al senatore l'avviso. Lui: "Ho sempre operato nel pieno rispetto della legge"

Nicoletta Orlandi Posti
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Era finito nel mirino della Procura di Roma per un presunto prelievo di 400.000 euro dai conti del Pdl. Stamattina i finanzieri hanno hanno notificato un avviso di chiusura indagini nei riguardi del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. Il nucleo speciale della polizia valutaria della Guardia di Finanza ha notificato l'atto giudiziario presso lo studio dell'avvocato Giuseppe Valentino. Il provvedimento è firmato dal procuratore capo Pignatone, dai suoi aggiunti Rossi e Caporale e dai pm titolari dell'indagine, Orano e Pioletti. L'inchiesta era partita a luglio da segnalazione di Bankitalia alla procura capitolina. Una di quelle segnalazioni che periodicamente partono dagli uffici giudiziari di Bankitalia. Quando uscì la notizia Gasparri, che ha la delega ad operare sui conti del partito aveva detto di non saperne nulla. "Non sono stato chiamato dai magistrati ma posso solo dire che al momento non mi vengono in mente operazioni di importo così elevato. Conosco molto bene il codice dell enorme contro il riciclaggio che ho sempre operato nel pieno rispetto della legge".  L'accusa per Maurizio Gasparri, che ora rischia di essere rinviato a giudizio, è quella di peculato, "perchè quale senatore della Repubblica e presidente del gruppo parlamentare Pdl, avendo sul conto corrente numero 10373 presso la Bnl del Senato, a lui intestato nella qualità di presidente, pubblico   ufficiale, la disponibilità di somme di denaro provenienti dal bilancio del Senato della Repubblica a titolo di contributo al   funzionamento dell'ufficio di presidenza del suddetto gruppo parlamentare, si appropriava di 600mila euro".  Secondo il capo d'imputazione, per quanto riguarda i 600mila euro, Gasparri li ha utilizzati "in data 22-03-2012 per l'acquisto, con il versamento del relativo 'premio unico spot' di una polizza 'Bnl private selection Pmua 0154856', polizza intestata a lui personalmente, avente quale durata la sua intera vita e i cui   beneficiari, in caso di morte dell'assicurato, erano i suoi eredi legittimi, procedendo poi al riscatto anticipato della polizza in data  01-02-2013 liquidata in euro 610.697,28 e alla restituzione della somma di 600mila euro al gruppo Pdl-Senato con due bonifici di euro 300mila ciascuno, rispettivamente in data 20-02-2013 e 12-03-2013, a   seguito di specifiche richieste della direzione amministrativa del gruppo". La difesa "Non mi sono appropriato di nulla! Ritenevo comunque di aver chiarito agli organi competenti in maniera puntuale la vicenda relativa alla gestione dei fondi del gruppo parlamentare del Pdl al Senato". Così in una nota Maurizio Gasparri, senatore Fi e vicepresidente del Senato. "L'operazione in questione mi era stata proposta dalla banca che da sempre ha i suoi uffici in Senato e tutto è stato fatto con grande trasparenza e nell'interesse del gruppo stesso. E ogni risorsa è stata utilizzata per le finalità del gruppo. Apprendere che nonostante gli elementi forniti questi fatti non siano stati archiviati e anzi siano state avviate ulteriori procedure mi provoca grande turbamento e disagio, ma ho la coscienza tranquilla perchè, come sempre, ho operato con correttezza e linearità. Mi auguro che questa storia così sgradevole, i cui termini francamente riesce difficile comprendere, possa essere chiarita e definita al più presto. Appena avrò esaminato la documentazione replicherò sugli aspetti specifici". 

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