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Fase 2, Nicola Porro contro Giuseppe Conte: "Concede quello che è già nostro, roba da Mosca anni '60"

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Secondo Nicola Porro l’Italia ha imboccato una pericolosa strada verso la schiavitù. Il conduttore di Mediaset cita la questione delle seconde case per riflettere sulle libertà compresse dal governo Conte, approfittando dell’emergenza coronavirus. Nell’ultimo dpcm non è esplicitamente fatto divieto di utilizzo delle seconde case, ma un’interpretazione successiva dei tecnici di Palazzo Chigi ha fatto sì che la sostanza non cambi. “In una società libera - scrive Porro su Il Giornale - è tuttopermesso a meno che non sia esplicitamente vietato. In una società pianificata, e verrebbe da dire sovietica, nulla è permesso se non esplicitamente previsto. Ci troviamo in questa seconda situazione. La legge - sottolinea - non prevede esplicitamente il pur odioso divieto di andare nelle seconde case, ma non prevedendolo esplicitamente, ciò non è concesso. Vi rendete conto che si tratta di un germe pericolosissimo”. Il premier Conte, insieme a quelli che Porro definisce “piccoli sceriffi locali che sono in ascesa”, pensa di concedere ai cittadini ciò che è già loro: “Ci troviamo nella drammatica condizione che non sappiamo bene come muoverci e ci atteniamo non al principio liberale per cui possiamo andare ovunque non sia esplicitamente vietato, ma ci siamo ridotti a temere di fare ciò che non sia esplicitamente concesso. Roba da Mosca degli anni ’60”, chiosa Porro. 

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