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Roberto Speranza, il rovinoso flop del suo libro

Lorenzo Mottola
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Non pervenuto nelle classifiche dei più venduti della Mondadori, al 3.380esimo posto tra i più acquistati (si fa per dire...) su Amazon, staccato da perle del calibro del “Nuovo ricettario per la friggitrice ad aria” o di “Viva il vasino, via il pannolino”. Parliamo dell’ultima fatica letteraria di Roberto Speranza, approdata trionfalmente nelle librerie italiane il 19 gennaio scorso. Il tutto dopo ben quattro annidi dura attesa. Come qualcuno ricorderà, il saggio era stato scritto nell’estate del 2020, dopo la prima ondata di Covid e la conseguente fine del lockdown. La pubblicazione era stata fissata per quell’autunno. Peccato che proprio a pochi giorni dal lancio i contagi avessero ricominciato a salire. Le nuove restrizioni erano già nell’aria. Una coincidenza poco opportuna, soprattutto con un titolo simile, “Perché guariremo”. Meglio evitare, almeno per scaramanzia. Il ministro quindi – che di lì a poco si sarebbe battuto come un leone per inasprire il più possibile le bizzarre direttive per il Natale coi “congiunti” - ordinò di fermare tutto, per l’immensa delusione dei soliti quattro lettori (e no, Manzoni non c’entra, questi sono davvero quattro).

Ora è arrivata la versione aggiornata e ampliata del volumetto con imperdibili commenti del parlamentare Pd sul futuro della sanità italiana. Una pubblicazione a fari spenti? In realtà non si direbbe, Speranza è stato pure da Fabio Fazio di fronte a milioni di persone a presentare il libro, recensioni sono apparse su tutti i giornali ed è anche seguita una comprensibile polemica politica con i giornali di centrodestra, che avrebbe dovuto quantomeno incuriosire qualche malcapitato acquirente. Non è accaduto nulla di tutto ciò, a quanto pare a nessuno interessa più la versione dell’ex ministro sui lockdown, che sfrutta le sue 320 pagine per continuare a ripetere quanto sia stato fondamentale il suo lavoro contro il Coronavirus e quanto tutto il suo staff abbia lavorato bene. Tutti bravi. Però il libro è un flop. Altro dubbio: forse è andata male perché è passato troppo poco tempo dalla pubblicazione? In realtà normalmente i saggi vendono più nelle prime settimane. Figuriamoci le altre. E no, pare che sarà difficile contare sul passaparola dei lettori, visti commenti agghiaccianti di chi sostiene di aver sfogliato quelle pagine.

 

 

 

Per ora i voti su Amazon sono impietosi: Speranza raccoglie un bel 2,1 su 5. E le recensioni aperte non sono meglio. Ne scegliamo una su tutte tanto per comprendere il clima: “Fantastico come margine per il tavolo che traballa o come base per la gabbia della cocorita; con i normali fogli di giornale di solito la cocorita strappa tutto e fa un casino nella gabbia; quando metto le pagine del libro neanche si avvicina e le riempie di escrementi”. Non si fatica a supporre che si tratti di un avversario politico. C’è però un’ultima ipotesi per spiegare la scarsa attenzione nei confronti di Speranza: forse la verità è che l’intero paese non ha più alcuna voglia di ripensare a quel che è stato, di sentire ancora una volta come si sarebbe dovuto gestire o non gestire il Covid, specialmente se si tratta della penna di uno dei protagonisti più controversi di quella stagione. Liberateci da Speranza, meglio dedicarsi alla friggitrice ad aria. 

 

 

 

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