Luciana Littizzetto contro Giulia Bongiorno. All'avvocato, senatrice della Lega, è indirizzata la consueta letterina della comica di Che Tempo Che Fa. "Buongiorno, buongiorno - premette ridendo -. Premetto che le mie competenze di legge sono ferme a Forum, ma quando ancora lo conduceva Rita Dalla Chiesa. Lei invece è imperatrice galattica di tutti i fori, anche quelli imperiali. Ho letto, riletto, studiato e fatta spiegare questa proposta di legge e ho compreso con stupore i cambiamenti. Uno stupore che secondo me ci ha coinvolte tutte". Il riferimento è alla proposta di legge sullo stupro, il cui testo ha subito una variazione: "Prima la legge era chiara: solo se ti dico sì, è sì. Consenso, fine. Lo capiscono tutti. Ora invece c'è il dissenso, ‘è violenza sessuale solo se la vittima ha detto no, espresso e manifestato chiaramente la proprio contrarietà’. Lo dico in maniera più chiara. Prima era: ‘io lo voglio, tu lo vuoi. Sco***mo. Consenso’. Ora lui dice ‘io ti sc**o, poi tu mi dici di no’. Dissenso. Ed è un po' diverso".
E ancora: "'Conta la volontà contraria, da valutare nel contesto'. Il contesto è quella cosa elastica che decide chi giudica, non chi subisce. E nel frattempo le pene scendono[…]. Lei, avvocato Bongiorno, si è molto difesa dalle critiche ma d'altronde se non è brava lei a difendersi. Ci tenevo però a dirle con questa pec che inoltro anche al signor Matteo Salvini che si occupa di tutto tranne che di trasporti". Ma non finisce qui, perché la spalla di Fabio Fazio parla di "senso di delusione profonda di una cittadini nel vedere una buona proposta di legge sbriciolata per questioni interne di politiche. L'ennesima dimostrazione che l'obiettivo è l'equilibrio dei partiti e non la difesa di noi donne. Nella settimana del tremendo femminicidio di Federica Torzullo questo passo indietro è ancora più amaro".
Luciana Littizzetto, la furia del sindaco di Nardò: "Tutta Rolex e caviale. E ci sfotte..."
Luciana Littizzetto nel mirino del sindaco di Nardò. A scatenare l'ira di Giuseppe Mellone è stata la ...Da qui la conclusione: "Com'è possibile che più di 20 paesi europei abbiano una legge sul consenso chiara mentre noi ci impelaghiamo tutte le volte? A questo punto copiamo quelle degli altri paesi, no? […] E poi: che non si riesce a ottenere una legge decente sulla violenza contro le donne proprio adesso che i due schieramenti politici sono guidati da due donne e che a riformulare il testo ci sia un'altra donna, è veramente avvilente".
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La vendita di Repubblica e La Stampa sta mandando in tilt la sinistra. A parlarne, nella consueta letterina, anche Lucia...




